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“Dobbiamo lottare insieme contro la prostituzione”

 

 

Alcove in riviera. La sindaca di San Salvo, Tiziana Magnacca, e l’intera amministrazione comunale sono impegnate a trovare una soluzione per scoraggiare il fenomeno che con l’arrivo dell’autunno ha ripreso vigore. La ricetta adottata dal Comune di Silvi (è stata cambiata la destinazione d’uso degli appartenti affittati per prestazioni a luci rosse) e il pugno di ferro dell’amministrazione di Piacenza con denunce a confische hanno funzionato. Ma proprio a Piacenza il Comune ha chiesto e ottenuto la collaborazione dei cittadini. Ed è quello che chiede Tiziana Magnacca.
«Insieme alla giunta sono impegnata a trovare rimedi per scoraggiare il malvezzo. Oltre a una intensa e delicata attività di indagine ho bisogno della collaborazione dei residenti. Insieme a loro possono essere acquisite prove e disposte le misure», dice la sindaca.
Qualche proprietario di case sta pensando di aiutare il Comune a promuovere progetti e iniziative dirette a sostenere le politiche locali per la sicurezza urbana, attuare interventi in tema di educazione alla legalità e mettere in campo ogni iniziativa utile per tutelare e salvaguardare una serena e ordinata convivenza tra i cittadini, incluso il monitoraggio e la diagnosi locale dei fenomeni di inciviltà e prostituzione.
«Il controllo spontaneo da parte degli abitanti e la segnalazione alla polizia municipale possono fare di San Salvo una città vitale, vivace, in cui le strade e le case sono usate di giorno e di notte per attività lecite», afferma Magnacca. Il fenomeno è difficile da debellare perché la prostituzione crea anche un considerevole indotto, perché altrimenti non si saprebbe a chi affittare le case vacanze che rimangono sfitte nei meni invernali. Non è facile tuttavia acquisire prove.
Nel Vastese le alcove sono gestite direttamente dalle donne. La malavita organizzata, in particolare la camorra e la mafia pugliese, (e le inchieste lo dimostrano) non sembrano interessate a questo mercato che crea disagio e fastidio tra i residenti. Si lamenta il via vai notturno dei clienti, gli schiamazzi dei reduci di notti brave a tutto sesso, droga e alcol, i danni all’illuminazione pubblica che vengono spesso volutamente provocati per garantire l’anonimato ai frequentatori delle alcove. «Chi sa e ha prove aiuti gli investigatori. Il Comune e le forze dell’ordine garantiscono l’anonimato. Da parte dell’amministrazione c’è tutta la volontà a trovare un soluzione».
Paola Calvano (ilcentro)
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