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Per gli stipendi appello alla Corte di Giustizia europea

 

 

 

La vicenda del Cotir, il centro di ricerche delle tecniche irrigue di contrada Zimarino, finisce a Bruxelles. I 30 ricercatori confermano l’appello alla Corte di giustizia europea. «Qui siamo stati abbandonati», denunciano. L’eurodeputato Daniela Aiuto ha preso a cuore la vicenda e deciso di interessarsi del futuro del centro e dei ricercatori. È lei stessa a confermarlo. «A margine di un convegno da me organizzato la settimana scorsa a Termoli, ho avuto modo di colloquiare con alcuni ricercatori del Cotir, con i quali ho affrontato la questione dello stato attuale del Cotir, che era già stata oggetto di attenzione mia e soprattutto del Movimento 5 Stelle di Vasto, nella persona del consigliere regionale Pietro Smargiassi», spiega la Aiuto. «L’accorato appello dei ricercatori ha tutta la mia solidarietà, anche perché, tra l’altro, i lavoratori della struttura sono da circa 27 mesi senza stipendio, con tutto ciò che ne può conseguire per loro e le loro famiglie. Per questo motivo», prosegue l’europarlamentare «ho acquisito una serie di documenti che sono al momento al vaglio mio e del mio staff di lavoro. Sto valutando l’opportunità di portare all’attenzione della Commissione europea la vicenda del Cotir. Spero che si possa addivenire a una soluzione rapida, e auspico che le pressioni che potranno essere eventualmente esercitate dall’Europa possano spronare Stato e Regione ad agire rapidamente per una soluzione giusta e rispettosa della professionalità di tanti lavoratori», conclude la Aiuto.

I dipendenti che hanno tanti bei progetti nel cassetto, sono andati a lavorare anche nel giorno delle festività patronali. E pazienza se anche i commissari liquidatori si sono dimessi. Anche se non prendono lo stipendio da 2 anni e mezzo, garantiscono comunque la propria presenza sul posto di lavoro. Purtroppo non possono partecipare a progetti, bandi e concorsi nazionali ed europei perché il Cotir è in liquidazione. Una situazione paradossale che ora è finita all’attenzione del Parlamento europeo.

«Ad agosto è stato proclamato lo stato di emergenza per la siccità. In questo centro avevamo tutti i numeri per risolvere il problema ma a nessuno è venuto in mente di interpellarci. È come se non esistessimo più», commentano i lavoratori. Da contrada Zimarino è partito quindi l’sos all’europarlamentare che è stato subito raccolto.

«A questo punto solo lei può darci una mano», insistono le maestranze che intanto hanno preparato un dossier da presentare alla Corte di giustizia europea. «La storia del Cotir è una grande ingiustizia. Il presidente del cda che aveva portato a termine lavori con il Piano di sviluppo rurale e mai aveva fatto mancare la liquidità è stato sostituito da commissari liquidatori che a loro volta si sono dimessi. Assurdo», dicono i lavoratori.

Paola Calvano (ilcentro)

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