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E i comuni del Civeta snobbano la loro discarica

Il Civeta viene “snobbato” dai comuni-soci, primi fra tutti Vasto e San Salvo, che conferiscono rifiuti preziosi come carta, plastica e vetro a ditte private, lasciando al Consorzio pubblico solo quello che deve essere smaltito in discarica e snaturandone la mission. L’incontro organizzato dal gruppo consiliare Il Cambiamento, per fare chiarezza sul destino dell’ente consortile che gestisce l’impianto di riciclaggio e di compostaggio di Valle Cena, di cui quest’anno ricorre il ventennale, ha messo in luce alcuni aspetti che chiamano direttamente in causa i sindaci del territorio.

Quei sindaci che hanno disertato l’incontro, fatta eccezione per Manuele Marcovecchio, primo cittadino di Cupello e del suo omologo di Furci, Angelo Marchione gli unici presenti nella sala della New Art Gallery di via Marrucina. Un’occasione mancata per capire quale ruolo avrà il Consorzio intercomunale nell’ambito dell’Agir, l’autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti urbani. Sul tema hanno relazionato il commissario straordinario, Franco Gerardini e Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo. In veste di moderatrice la giornalista Antonia Schiavarelli.

L’introduzione è stata curata da Camillo D’Amico, capogruppo consiliare della lista Il Cambiamento.

“I possessori delle maggiori quote consortili, Vasto e San Salvo, non utilizzano il Civeta per lo smaltimento di alcuni rifiuti”, ha affermato Gerardini, il quale  con l’ausilio di 58 slide ha ripercorso la storia del Consorzio costituito nel 1997 da otto comuni: Vasto, Cupello, San Salvo, Scerni, Monteodorisio, Pollutri, Casalbordino e Villalfonsina, per la gestione e il trattamento dei rifiuti. Successivamente sono entrate a far parte dell’ente consortile anche le due comunità montane del medio ed alto vastese.

 La parte del leone la fa Vasto con la maggior parte delle quote statutarie (48), seguita a ruota da San Salvo (25 quote). In entrambi i comuni la percentuale di raccolta differenziata è di gran lunga al di sotto del target previsto dal piano regionale dei rifiuti che richiede il raggiungimento della percentuale del 65%, tetto che avrebbe consentito di non pagare l’ecotassa, cioè un’addizionale del 20% sul costo relativo al conferimento dei rifiuti in discarica.  Il grafico relativo all’anno 2016 evidenzia una percentuale di raccolta differenziata per Vasto al 54,67%.

Cinque punti in più per San Salvo fermo al 59,59%. Insomma, i rifiuti continuano a costare caro ai cittadini del Vastese, anche se Gerardini ha dimostrato, dati alla mano, che le tariffe di conferimento nell’impianto di Cupello, seppur aumentate nel corso del 2017 in virtù del nuovo piano finanziario, sono di gran lunga le più basse in Abruzzo.  

           Anna Bontempo (Il Centro)

 

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