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Il caso Pollutri sfalda “Patto per Vasto”

Giuseppe Napolitano lascia “Patto con Vasto”, il gruppo che aveva contribuito a fondare nei mesi scorsi insieme a Elio Baccalà e  Mauro Del Piano, dopo l’uscita dai rispettivi gruppi di appartenenza.

E’ la prima conseguenza dopo la resa dei conti andata in onda durante il consiglio comunale del 12 settembre, quando cinque “franchi tiratori” della maggioranza, hanno votato a favore della mozione presentata dall’opposizione con cui si impegna il sindaco Francesco Menna a revocare il contratto ad Angelo Pollutri, coordinatore del suo staff. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto, ma i nomi dei cinque consiglieri dissidenti sono sulla bocca di tutti e la conferma che tra di loro ci sarebbero anche Baccalà e Del Piano arriva proprio da Napolitano.

“Devo prendere atto che sono venute meno le premesse che mi avevano portato a dar vita al nuovo raggruppamento”, spiega il consigliere, “esse si basavano soprattutto nel sostegno al sindaco, rilanciando l’azione amministrativa nel pieno rispetto del programma elettorale. Invece nel consiglio comunale del 12 Settembre si è evidenziato in modo palese la divergenza tra i consiglieri di “Patto con Vasto” nella votazione in aula. L’accaduto rafforza la mia convinzione ad uscire dal gruppo. Nei prossimi giorni comunicherò al presidente del consiglio comunale le mie decisioni”.

L’uscita di Napolitano dal gruppo e le fibrillazioni interne alla maggioranza sono il sintomo di una situazione di malessere che regna nella compagine di centrosinistra e che, in questi giorni, è al centro di una verifica amministrativa.

Dopo la votazione a scrutinio segreto il sindaco ha iniziato una serie di incontri con i singoli consiglieri di maggioranza, a cui dovrebbe far seguito, stando alle indiscrezioni trapelate,  una riunione plenaria. Nel frattempo le minoranze invitano Menna a dar seguito al deliberato del consiglio, cioè a revocare il contratto individuale a Pollutri, riservandosi ogni azione “qualora il primo cittadino dovesse mancare ad un adempimento così importante”.

Per Alessandro D’Elisa, Davide D’Alessandro, Guido Giangiacomo,  Edmondo Laudazi, Vincenzo Suriani e Francesco Prospero “non rispettare il voto è di una gravità inaudita. Vuol dire disattendere il giudizio del consiglio comunale e cercare, attraverso oscure trattative individuali, di far rientrare la crisi e far finta di nulla”.  

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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