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Emergenza idrica, scatta la soluzione tampone

Importante tavolo tecnico questa mattina presso la sala consiliare del Comune di Vasto per affrontare l’emergenza idrica che, stando ai documenti diramati nei giorni scorsi dagli enti territoriali, è scattata da ieri sera per l’esaurimento delle scorte contenute nel bacino della diga di Chiauci.

Da mercoledì prossimo la Protezione Civile Regionale provvederà a trasportare con autobotti acqua dalla zona del Sangro nel potabilizzatore di San salvo gestito dall’ARAP Servizi in modo da evitare l’abbassamento della quota idrica attualmente valutata in 60mila metri cubi.

Domani, nel corso di un programmato incontro fissato a Roma, presso l’Osservatorio Risorse Idriche, l’Abruzzo chiederà ufficialmente la dichiarazione di emergenza nazionale. Lo ha detto l’ingegner Emidio Primavera, capo Dipartimento Opere Pubbliche della Regione Abruzzo, rispondendo ai quesiti posti dai sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca, e dal vice Prefetto di Chieti dott. Giovanni Giove.

Lo stesso ing. Primavera ha fatto più volte riferimento al decreto n.049 emesso dal Presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, in data 25 agosto u.s.. Un decreto che prevede:

1) ai sensi dell’art.12 comma 1 lett. a) del D.Lgs. 02.02.2001, n. 31 e s.m.i., le seguenti misure atte a rendere possibile un approvvigionamento idrico di emergenza per fornire acqua potabile nella situazione di grave crisi idrica determinatasi nell’ambito territoriale del Chietino, con particolare riferimento all’area del Sangro e del Vastese:

a. deroga, ai soli fini di soddisfare gli usi potabili, fino alla data del 30 settembre 2017, al Deflusso Minimo Vitale a valle della traversa di San Giovanni Lipioni stabilito con Determina Dirigenziale in data 16.02.2016 di autorizzazione provvisoria all’esercizio della derivazione, ad uso plurimo, rilasciato al Consorzio di Bonifica Sud, così come previsto dall’art.7.5 del DM 28 luglio 20014 e dall’art.54 comma 1, lettera f) delle Norme Tecniche di attuazione del Piano di Tutela delle Acqua, approvato con Delibera del Consiglio Regionale n.51/9 dell’8.01.2016;

b. di individuare, fino alla data del 30 settembre 2017, nei campi posti a valle della Traversa di Petrafradicia (Lentella), gestiti dal Consorzio di Bonifica Sud, la fonte di approvvigionamento idrico alternativa, per una portata di 80 l/s, per gli usi (irriguo e industriale) autorizzati con la Determina Dirigenziale n.DPC021/18 del 16.02.2016 prorogata con Determina Dirigenziale n. DPC021/95 del 09.08.2017, che attualmente non trovano capienza nella disponibilità idrica alla traversa di San Giovanni Lipioni;

c. di allertare la Prefettura di Chieti per ogni azione di propria competenza volta a fronteggiare la situazione di crisi idrica in corso;

d. di allertare la Protezione Civile Regionale per eventuali interventi di fornitura di acqua potabile integrativa mediante autobotti che si possano rendere necessari in caso dell’inasprisrsi della criticità a partire dal 27 agosto p.v.;

2) a cura del Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Politiche Ambientali il presente decreto è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo, nonchè notificato all’Ente Regionale Servizio Idrico, alla SASI S.p.A, al Consorzio di Bonifica Sud, all’ARAP, al S.I.A.N. dell’ASL di Chieti, alla Prefettura di Chieti, alle Autorità Distrettuali competenti per territorio, e al servizio Emergenza di Protezione Civile della Regione Abruzzo; al dott. Luciano Di Biase e trasmesso agli Enti d Governo d’Ambito.

Il dottor Silvio Liberatore, responsabile del Servizio emergenze di Protezione Civile, ha dato disponibilità per avviare entro mercoledì il piano autobotti per rifornire il potabilizzatore di San Salvo. Secondo quanto dichiarato dai responsabili dell’Arap, infatti, le risorse idriche (comprese quelle destinate alla Sasi per uso potabile), senza ulteriori interventi, dureranno al massimo fino a venerdì. Da venerdì è il potabilizzatore di San Salvo a rischiare di rimanere a secco. Diversa la situazione per la parte alta di Vasto e San Salvo, che prendono l’acqua dalla Sorgente Verde di Fara San Martino, con una rete però sostanzialmente insufficiente per le potenzialità della stessa sorgente.

 

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