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Camillo D’Amico torna sulla situazione cinghiali in abruzzo

Gentilissimo Presidente – Governatore della regione Abruzzo, a cura dell’assessore alle Politiche Agricole e Venatorie Dino Pepe, lo scorso Venerdì 4 Agosto, c’è stato un importante summit regionale a Pescara per un ampia disamina della problematica cinghiali in Abruzzo.

L’incontro convocato in un primo momento per un confronto con i due ATC “ribelli” del Teramano, Vomano e Salinello, che avevano fatto ricorso al TAR Abruzzo contro l’applicazione del piano di contenimento adottato da codesta regione con proprio atto deliberativo è stato un utile appuntamento per fare il punto della situazione generale, dei problemi logistici ed organizzativi che insistono nel territorio, delle possibilità che ci sono per migliorare un azione che risulti più incisiva del presente.

Per sola cronaca abbiamo registrato l’assenza dei presidenti dei due ATC per noi del tutto immotivata ed ingiustificata.

Per la parte che compete la nostra organizzazione due sono state le proposte avanzate al tavolo ossia:

  • consentire l’accesso per la cattura delle “mandrie” di cinghiali nelle aree di riserva quantomeno regionali ed aprire un confronto serio e costruttivo perché ciò avvenga anche in quelle di natura nazionale;
  • aprire un tavolo istituzionale con i Prefetti delle quattro province Abruzzesi e pianificare azioni di abbattimento selettivo e di controllo anche su semplici richieste ed ordinanze del Sindaci.

Sulla seconda proposta l’assessore alle Politiche Agricole e Venatorie Dino Pepe ci ha esternato la sua contrarietà facendo riferimento a quanto successo in provincia di Chieti allorquando 57 Sindaci hanno adottato un ordinanza di abbattimento poi rigettata dal Prefetto di Chieti perché ritenuta impraticabile.

A nostro sommesso avviso l’iniziativa era valida sul piano del merito ma aveva il limite di fermarsi negli interessi alla sola provincia di Chieti.

Per questa ragione, con la presente, Le chiediamo d’intraprendere un iniziativa corale ed unitaria con i Prefetti affinchè si diano avvio solerte ed immediato ad azioni unitarie sull’intera regione Abruzzo tese a ridurre la nocività e pericolosità di quest’ungulato la cui presenza genera continua allerta tra la pubblica opinione.

Chiaramente il tutto dovrà avvenire in assoluto raccordo con gli ATC che restano, al momento, dei validi presupposti con cui avere una stretta e fattiva collaborazione nei cui riguardi, quando si palesano chiari atteggiamenti strumentalmente ostativi, la regione Abruzzo dovrebbe esercitare il diritto sostitutivo con commissariamenti straordinari ad acta.

Speriamo avere una risposta chiara, esauriente ed immediata alla presente prima che parta la stagione venatoria del 2017 dove, per abbattimenti naturali, il numero dei cinghiali scende notevolmente.

Il Presidente Regionale Agr. Camillo D’AMICO

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