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La corsa dei soccorritori, la speranza è viva

Sono momenti concitati, carichi di emozioni e speranze, quelli che si stanno susseguendo in queste ultime ore. Estratte le prime persone trovate vive sotto le macerie della valanga che ha travolto l’Hotel Rigopiano di Farindola e trasportate all’Ospedale di Pescara.

I soccorritori fanno sapere che sono 10 le persone vive individuate, di cui tre bambini.

I medici dell’Ospedale di Pescara fanno sapere che le persone giunte stanno bene; sono provate da quanto hanno vissuto ma il loro quadri clinico non è grave. L’abbigliamento pesante che avevano indosso le ha preservate dalle basse temperature.

Salvi comunque al momento la moglie e il figlio di Giampiero Parete, l’uomo rimasto illeso dalla valanga perchè al momento dell’accaduto si trovava fuori dall’albergo. La donna ed il figlio sono in buone condizioni. “Scherza e ride” dice il padre parlando del figlio ricoverato all’Ospedale di Pescara. La donna, appena estratta ha detto ai soccorritori che la figlia (la seconda della coppia di anni 6) era giù, viva e in un’altra stanza.

Salvi anche, secondo quanto si apprende dall’Ansa, tre dei dispersi marchigiani. Si tratta di Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio presso le Volanti di Osimo (Ancona), la moglie Marina Serraiocco, 37 anni, di Popoli, e il loro bambino di 7 anni. Lo conferma il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, che cita ”fonti dei familiari e delle forze di polizia”.

I vigili del fuoco riferiscono inoltre che sono state individuate vive sotto le macerie altre persone. Si tratterebbe di un gruppo di cinque persone, anche se il numero è ancora da confermare. Potrebbe dunque salire a 11 il numero delle persone vive.

Cosa di certo positiva è che persone vive dopo più di 40 ore sotto le macerie sono state ritrovate con la speranza che tra questi superstiti ci siano anche Jessica ed il fidanzato Marco.

Gli uomini del soccorso li hanno individuati nella zona delle cucine ed i pompieri hanno individuato i sopravvissuti sotto un solaio. Il primo contatto con gli stessi poco dopo le 11.

“Questo recupero di superstiti ci regala ulteriori speranze“, ha detto Titti Postiglione, responsabile emergenze della Protezione civile dopo pranzo durante il punto stampa a Rieti . “Saremo tranquilli quando questi saranno tutti adeguatamente assistiti come le prime due persone già soccorse”, ha spiegato Postiglione. “Poi capiremo se si tratta di un episodio isolato o di una serie di episodi, e questo guiderà le operazioni di soccorso. Speranze le abbiamo sempre avute, anche se in questo tipo di operazioni si affievoliscono via via che passa il tempo”.

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