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I contrari alla nuova Statale 16 di Vasto Marina

Le ipotesi al vaglio sono tre, ma su una dovrà ricadere la scelta, altrimenti si rischia di perdere i fondi stanziati, un centinaio di milioni di euro. Sulla variante alla SS 16 la Regione preme l’acceleratore, ma le soluzioni progettuali proposte dall’Anas non convincono fino in fondo i sindaci. I più contrari sono quelli del comprensorio che, se dovesse passare il progetto illustrato di recente nell’aula consiliare del comune di Vasto, vedrebbe i paesi dell’entroterra tagliati fuori dal tracciato. Loro propongono una soluzione diversa: utilizzare le fondovalli esistenti, adattarle e rimetterle a nuovo.

Ma su questo il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso è stato chiaro: il progetto sottoscritto da 25 sindaci non ha nulla a che fare con la variante alla Statale 16, il cui tracciato interessa i comuni di Vasto e San Salvo ed ha l’obiettivo di decongestionare il traffico veicolare. Per fortuna è tramontata la prima ipotesi, la più impattante, che prevedeva la costruzione di un viadotto in cemento armato in località Trave. Sarà sostituito da un tunnel lungo tre chilometri. Anche in questo caso però,  le perplessità non mancano se si considera la fragilità del territorio vastese notoriamente soggetto a dissesto idrogeologico.

Certo è che D’Alfonso vuole una risposta entro gennaio. Lo ha detto chiaro e tondo. Nel frattempo non mancano le polemiche, come quella sollevata dall’ingegner Edmondo Laudazi della lista civica “Il Nuovo Faro”, secondo il quale il progetto di variante “è rimasto chiuso nei cassetti del comune di Vasto sette anni ed è stato sottratto all’esame dell’assemblea cittadina”.

Accuse che il sindaco Francesco Menna bolla come “sterili polemiche”. “Vorrei tranquillizzare il consigliere Laudazi sul fatto che a Palazzo di città non esistono cassetti chiusi ed inaccessibili”, replica il primo cittadino,”mi meraviglia che un argomento prioritario come quello della variante sia vissuto come la scoperta della divisione dell’atomo da chi, nel passato, ha lungamente amministrato con ruoli alla pianificazione territoriale e, poi ultimamente, si sia candidato a guidare la città. Un’opera così strategica non merita polemiche sterili. Ragionare, dunque, sulla variante significa in primo luogo investire in una visione di Vasto come città-comprensorio, presidio di un ampio territorio armonicamente integrato nel virtuoso interscambio costa-aree interne. Sarà forse il ruolo guida che Vasto sta guadagnando nel territorio ad infastidire il consigliere Laudazi?”.

Lancia un appello all’unità  la sindaca di San Salvo, Tiziana Magnacca.“Stiamo rischiando di perdere i soldi”, dice, “non possiamo permetterci il lusso di farci  vedere disuniti proprio oggi che l’Anas vuole mettere in sicurezza il territorio. Non possiamo dividerci sulla variante”.

              Anna Bontempo (Il Centro)

 

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