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Vasto, la verità arriverà dalle due perizie

Si svolgerà oggi l’incidente probatorio per stabilire se le lesioni provocate da Francesco Leuci all’ex compagna Michela Potenza avrebbero potuto ucciderla. Due furono quelli chiesti dal Procuratore capo della Repubblica Di Florio al gip Capuozzo: uno sulla capacità di intendere e di volere dell’uomo, già esaminata la settimana scorsa dai periti Di Tanna e Fiorilli (come riporta il quotidiano Il Centro) e l’altro sulle lesioni alla donna. Dagli incidenti probatori, che saranno depositati a gennaio, emergerà dunque anche la pericolosità di Francesco Leuci.

L’accusa e la difesa dal canto loro stanno raccogliendo e preparando quanto ciò necessario al fine di difendere i propri assistiti. L’accusa continua a sostenere lo stato depressivo dell’ex finanziere. In lui non ci sarebbe stata la premeditazione ad uccidere l’ex compagna Michela Potenza e chiede dunque un reato meno grave del tentato omicidio. La difesa invece è di tutt’altra tesi. L’avvocato della donna, Elisa Pastorelli, sta ultimando il dossier che riporta quanto accaduto alla donna da quel 18 aprile 2015 quando Michela Potenza si rivolse a lei per denunciare l’aggressione dell’ex compagno. Aggressione che le costarono il ricovero in ospedale, 30 giorni di prognosi e 3 costole rotte. La denuncia fu poi però ritirata per paura dalla donna. Ora però, dopo l’ennesima aggressione ed episodi verificatisi dal 2015 in poi, è determinata ad andare fino in fondo.

Quanto accaduto quella mattina del 25 settembre l’ha molto provata. Erano le 11,30 circa quando la donna, mentre era a passeggio nella centralissima piazza Rossetti in compagnia della cugina, ha sentito un forte dolore alla schiena causato dalla lama che l’aveva trafitta. In una pozza di sangue, si era accasciata a terra. Mentre la cugina al suo fianco chiedeva aiuto, la donna, prima di perdere i sensi, era riuscita a riconoscere l’ex compagno, informandone poi i Carabinieri al loro arrivo sul luogo dell’accaduto. Trasportata d’urgenza all’ospedale “San Pio” era stata poi sottoposta ad un delicato intervento al polmone traforato dalla lama. L’uomo, dopo averla colpita alla schiena, si era dato alla fuga a bordo della sua Fiat Punto. Intorno alla 14,00 poi si costituì alla stazione del Carabinieri di Caramanico che lo condussero nel carcere di Pescara con l’accusa di tentato omicidio. Il coltello a serramanico che l’uomo aveva usato non è stato ritrovato.

 

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