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Emergenza Cotir, il caso finisce in Regione

Convocata per martedì a Pescara la riunione dei capigruppo consiliari di Pescara. Tema dell’incontro: salvare il Cotir. Dopo la “denuncia” del Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo che lo scorso 9 dicembre in una nota scriveva: “Al Cotir da oggi  è stata sospesa l’erogazione del gas e come se non bastasse da lunedì verrà a mancare anche l’energia elettrica causando un danno immobiliare e patrimoniale alle strutture di proprietà della Regione che denuncerò alla Corte dei Conti”, l’obiettivo ora è trovare una soluzione che porti al pagamento delle utenze.

“Intanto stiamo cercando di scongiurare il black out elettrico. Sarebbe devastante. Mi aspetto anche un intervento del sindaco, Francesco Menna. Il Cotir è un gioiello che appartiene alla città“. Queste le parole di Mauro Febbo riportate stamane dalla giornalista de Il centro Paola Calvano. “Il Cotir non può essere distrutto in questo modo. E’ necessario garantire un futuro sia alla ricerca che ai lavoratori. Spero che martedì possa essere trovata una soluzione”.

Soluzione che tutti si auspicano venga trovata martedì al fine di scongiurare il peggio. Per il Cotir stesso che, se non dovesse trovare i soldi per pagare le utenze, sarà costretto a chiudere i battenti nonché per i lavoratori che saranno invece costretti a vivere il secondo Natale al freddo, al buio e senza la possibilità di comprare neanche un torrone per i propri figli. Ma cosa ancor più grave è che a rischio c’è il loro futuro.

“Da mesi –ricorda Febbo- ho denunciato la lentezza sia della Regione Abruzzo sia del Dipartimento Politiche agricole nell’affrontare le problematiche dei Centri di Ricerca e l’urgenza di attribuire il milione di euro stanziato al fine di sbloccare le progettualità in essere ed arginare le emergenze”. Lo stallo, i disagi ed i problemi che stanno vivendo i Centri di Ricerca, continua il consigliere regionale è il risultato di una politica che in questi 30 mesi non ha voluto affrontare mai seriamente le problematiche in essere. Nessun passo in avanti è stato fatto per arrivare al Centro unico unificando l’Ente vastese con le altre strutture abruzzesi”.

“Ci troviamo –incalza Febbo- di fronte a una situazione triste e preoccupante. Mai  si era arrivati ad una situazione così degradante dove strutture e strumentazione possono irrimediabilmente essere danneggiati. Presso il Cotir vi sono serre, strumentazioni per analisi, l’MNR (radiografia nucleare del valore di 800 mila euro che in caso di interruzione della corrente elettrica ci vorrebbero 200 mila per ripristino funzioni) che devono essere costantemente alimentati dall’energia elettrica”.

 

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