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Il Referendum a Vasto tra contenti e scontenti

Era nell’aria. Per quanto complesso, il giorno dopo si deve affrontare. E se tutti sono concordi sull’importanza della partecipazione il No ha in sè voglia di condivisione e il grido per scelte di maggiore giustizia sociale: da lì si deve ricominciare, nel Pd e fuori”. E’ condensato in questo breve commento di Maria Amato la delusione di chi ha sostenuto il Si.  Neanche la venuta a Vasto della ministra della salute Beatrice Lorenzin è riuscita ad evitare la debacle.

Il 62,77% dei vastesi –una percentuale superiore alla media nazionale – ha votato per il No al referendum costituzionale. Sono stati 22.741 i cittadini che si sono recati alle urne pari ad una affluenza del 68,04%.

Una batosta quella che ha preso il Pd di Vasto alle urne, ancor più pesante della scottante sconfitta nazionale”, commentano dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia,il 62,77% dei vastesi ha votato ‘No’ alla Riforma Renzi, nonostante la discesa in città della Lorenzin, del sottosegretario alla giustizia Federica Chiavaroli, del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e dell’assessore regionale alla programmazione sanitaria, Silvio Paolucci; e nonostante il sindaco Francesco Menna abbia speso il suo volto assieme alla maggioranza che lo sostiene, a favore del ‘Sì’. Il risultato locale del ‘No’, di oltre tre punti e mezzo percentuali superiore alla media italiana, certifica che i cittadini vastesi iniziano a prendere consapevolezza delle bugie colossali che Menna e i suoi sodali distribuiscono in confezione spray prima di ogni elezione. Gli stessi cittadini che stanno soffrendo le politiche di Menna e di D’Alfonso che produrranno la chiusura del Tribunale e il declassamento dell’ospedale. Ora c’è un’altra battaglia da affrontare: difendere questo territorio e costruire l’alternativa. A lavoro”.

Per Domenico Molino, ex consigliere comunale Pd che si è particolarmente speso per il Si al referendum costituzionale “ha  vinto il No,  tutto resta uguale nulla cambia, spero però che quanto e’ accaduto ci faccia riflettere”.

Per Gabriele Marchese, ex sindaco di San Salvo, oggi consigliere comunale di opposizione nelle file di San Salvo democratica, fautore del Si al referendum  “si ricomincia daccapo, con un vecchio copione di cui il Paese in questo momento non aveva assolutamente bisogno”.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

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