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Processo Sanitopoli, domani l’approdo in Cassazione

Approda domani in Cassazione il procedimento su presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese, che vede coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco. A fare ricorso è stato l’avvocato Giandomenico Caiazza per chiedere di annullare la condanna a quattro anni e due mesi di carcere per associazione per delinquere e induzione indebita, ovvero la vecchia concussione così come rimodulata dalla legge Severino, emessa un anno fa dalla Corte d’Appello dell’Aquila nei confronti di Del Turco. In primo grado l’ex governatore era stato condannato a nove anni e sei mesi. Il grande accusatore di Del Turco, l’ex titolare della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Maria Angelini, in appello è stato invece assolto dall’accusa di corruzione (in primo grado era stato condannato a tre anni e sei mesi). Nel ricorso in Cassazione l’avvocato Caiazza parla sostanzialmente di carenze, contraddittorietà e illogicità della motivazione e di violazione della legge soprattutto rispetto alle norme che riguardano la verifica dell’attendibilità delle dichiarazioni rese da Angelini.

La Cassazione dovrà pronunciarsi anche su Lamberto Quarta, ex segretario della presidenza, e su Camillo Cesarone, ex consigliere regionale, che in appello sono stati condannati rispettivamente a tre anni e quattro anni. E poi ancora sull’ex assessore regionale alla sanità, Bernardo Mazzocca, e su Antonio Boschetti, ai quali in secondo grado sono stati inflitti rispettivamente due anni e un mese e un anno e otto mesi. La Cassazione dovrà, infine, decidere anche su Angelo Bucciarelli, condannato in appello a due anni.

Per questa vicenda Del Turco fu arrestato il 14 luglio 2008 insieme ad altre nove persone, tra le quali assessori e consiglieri regionali. L’ ex presidente finì in carcere a Sulmona (L’Aquila) per 28 giorni e trascorse altri due mesi agli arresti domiciliari. A seguito dell’arresto Del Turco il 17 luglio 2008 si dimise dalla carica di presidente della Regione e con una lettera indirizzata all’allora segretario nazionale Walter Veltroni si autosospese dal Pd, di cui era uno dei 45 saggi fondatori nonche’ membro della Direzione nazionale. Le dimissioni comportarono lo scioglimento del consiglio regionale e il ritorno anticipato alle urne per i cittadini abruzzesi.

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