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Casalbordino, bar e chioschi diventano fissi

Le strutture temporanee installate sul litorale non dovranno essere più rimosse a fine stagione. Lo ha deciso il consiglio comunale che, nel recepire il nuovo piano demaniale marittimo regionale, ha revocato una precedente delibera del 7 dicembre 2012 con cui l’assise civica disponeva la  rimozione degli impianti, circostanza che ha generato in passato più di un contenzioso. Nella stessa seduta l’assemblea ha approvato all’unanimità di procedere alla rivisitazione del piano spiaggia comunale per adeguarlo ai contenuti del nuovo piano demaniale regionale, nonché per l’aggiornamento dei confini demaniali e per l’inserimento delle opere pubbliche regionali, realizzate e programmate, per la difesa della costa.

L’adeguamento dello strumento di pianificazione del litorale è un atto dovuto per i comuni costieri, la cui inerzia in materia, è stata stigmatizzata dal servizio politiche turistiche e demanio marittimo della Regione Abruzzo. Con una nota che risale allo scorso mese di settembre, il dirigente Francesco Di Filippo invitava le amministrazioni “ a comunicare le iniziative intraprese e lo stato dell’arte  della relativa attività istruttoria, e indicare il termine previsto per l’approvazione del piano demaniale comunale”. Lo stesso funzionario avvertiva che “in caso di ulteriore inerzia la giunta regionale dovrà intraprendere ogni utile iniziativa per garantire gli strumenti di pianificazione al territorio costiero”.

L’amministrazione casalese, guidata dal sindaco Filippo Marinucci, ha portato l’argomento in consiglio comunale. In quella occasione è stato evidenziato il ritardo dell’ente nel recepimento del nuovo piano demaniale regionale approvato il 24 febbraio 2015 e le inadempienze pregresse, anche se buona parte della discussione in aula è ruotata intorno alla rimozione delle strutture balneari, oggetto a suo tempo anche di un contenzioso tra la precedente giunta di centrosinistra dell’ex sindaco Remo Bello e alcuni operatori turistici. La controversia  era nata allorquando alcuni aggiudicatari,  dopo aver partecipato a bandi che prevedevano l’assegnazione di concessioni stagionali, realizzavano invece strutture fisse,  veri e propri stabilimenti balneari al posto di chioschi removibili.  Una querelle che con la revoca della precedente deliberazione e l’adeguamento al piano demaniale regionale non ha più ragion d’essere. Un punto fermo è stato messo dal consiglio comunale che, all’unanimità, ha deciso “che gli impianti fissi e le strutture di ristorazione (bar, ristoranti, chioschi) e ricettività ricomprese negli stabilimenti balneari, indipendentemente dal periodo di utilizzo previsto nella concessione, potranno permanere nell’area  concessa fino alla scadenza naturale della concessione, senza obbligo di rimozione stagionale”.

                   Anna Bontempo  (Il Centro)

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