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Caccia al cinghiale in Abruzzo: cambiano le regole?

A due anni dall’entrata in vigore del Regolamento di gestione degli ungulati la Regione Abruzzo ha espresso la necessità di apportare urgenti modifiche al testo vigente, in parte legate al necessario adeguamento al riordino delle Province ed in parte mosse dalla contingente situazione emergenziale venutasi a creare con l’espansione delle popolazioni di cinghiale nel territorio regionale.

In particolare per rispondere alle pressanti richieste dei numerosi Sindaci del chietino che qualche mese fa avevano presentato al Prefetto di Chieti Antonio Corona, decreti per un abbattimento di massa dei cinghiali, la Regione ha presentato un disegno di modifica del testo vigente del Regolamento.
Allo stato attuale sul tavolo del Presidente della III Commissione Consiliare regionale, Lorenzo Berardinetti, permangono due proposte dai contenuti distinti e con soluzioni talvolta contrapposti.
La prima, firmata da 13 Consiglieri di maggioranza (Pepe, Berardinetti, Mariani, Di Pancrazio, Paolucci, D’Alessandro, Olivieri, Monticelli, Paolini, Monaco, Calducci, Petrucci, Gerosolimo), compreso l’Assessore alle politiche venatorie Dino Pepe, prevede sostanzialmente una nuova ripartizione dei compiti, tra Regione e ATC, assegnando alla Regione competenze di programmazione, pianificazione territoriale ed agli Atc quelle di gestione diretta ed altre, eventualmente, su delega della Regione. In questa proposta, condivisa tra le altre anche con tutte le Associazioni di categoria agricole (Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri), si prevede la riapertura alla caccia in braccata, oggi vietata, anche nelle aree non vocate, dove la specie si è insediata negli ultimi anni creando un vero clima di allarme sociale, con il ripetersi di incidenti stradali ed aggressioni ai cittadini nelle zone periurbane.

La seconda proposta, che porta la firma di 4 Consiglieri di minoranza (Gatti, Sospiri, Febbo, Iampieri) e di taluni Atc, prevede invece il mantenimento del divieto di svolgere le cacce collettive ed il passaggio di tutte le competenze delle ex Province agli Atc, ivi compresa la redazione di tutti i Piani di gestione e caccia alla specie.

Secondo il presidente regionale Massimiliano Di Luca, la Regione Abruzzo e con essa agricoltori e cacciatori, si trovano ad una svolta importante e determinante, che riguarda interessi nazionali oggetto dei temi discussi anche nel Congresso Nazionale dell’Associazione svoltosi a Fiuggi il 9/10 settembre scorso.
“Le modifiche proposte dall’Assessorato apportano correttivi al testo vigente per far fronte all’inedita presenza dei cinghiali fin sulla costa abruzzese. Il paradosso presente invece nella bozza presentata dalla minoranza – denuncia Arcicaccia- si trova nel fatto che da un lato aumentano le competenze (non proprie) degli Atc e con esse le spese dei tecnici per la redazione dei 33 piani di gestione che ogni anno dovranno redigere gli stessi Atc abruzzesi, e che le spese di questa manovra ricadranno esclusivamente sui cacciatori i quali sarebbero tenuti a pagare una somma, prevista al comma 25, di circa 800 euro per ciascuna squadra e 40 euro per ogni cacciatore singolo”.

Di Luca conclude richiamando la Regione, ma anche gli Atc abruzzesi, le Associazioni agricole e venatorie, il mondo ambientalista a fare sistema.

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