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Le aste giudiziarie? E’ il vero segno della crisi

Cinquecento procedure immobiliari in cinque anni, di cui almeno la metà andate a buon fine, cioè concluse con un decreto di trasferimento. E’ boom di vendite al Tribunale di Vasto, dove nel quinquennio 2010-2015, sono andati all’asta 487 immobili soggetti ad esecuzione immobiliare o procedure fallimentari. Quasi cento all’anno. E’ innegabile che questi numeri siano la conseguenza diretta della crisi. Prima quella dell’edilizia, che da qualche anno ha colpito molte imprese del settore fino a farle fallire. Poi c’è quella che vede sempre più spesso molte famiglie non più in grado di pagare il mutuo della casa e perderla per il pignoramento operato dalle banche. Fatto sta che il fenomeno ha assunto negli ultimi tempi dimensioni ragguardevoli. All’asta finiscono appartamenti, garage, ville, terreni, palazzi storici, alberghi e perfino sale cinematografiche. Sono vendite convenienti perché in genere ci si aggiudica un immobile ad un prezzo inferiore rispetto a quello che si pagherebbe normalmente, ma anche in questi casi la prudenza non è mai troppa. Gli addetti ai lavori consigliano di accertarsi dello stato abitativo, fare una visura catastale e assicurarsi che l’ appartamento non sia occupato da eventuali inquilini o proprietari. Ma torniamo ai numeri.

“Le procedure esecutive di immobili nel quinquennio 2010-2015 sono state 487”, spiega Antonio Cuculo, curatore di diverse procedure fallimentari, “se si considera che in un anno si fanno almeno due aste si può affermare che, per il periodo indicato, ci sono state almeno 974  aste. Nello stesso quinquennio ci sono stati 257 decreti di trasferimento, cioè vendite andate a buon fine,  che hanno portato alla chiusura definitiva di 189 procedure. Il lavoro svolto dal Tribunale di Vasto è stato notevole: il giudice delle esecuzioni immobiliari, Elio Bongrazio (trasferito in altro ufficio giudiziario ndc) è riuscito a imprimere una incisiva impronta in termini di sicurezza e di speditezza alle procedure esecutive e fallimentari con la collaborazione dei curatori fallimentari e dei professionisti delegati alle vendite”, conclude Cuculo.

Il dato fornito dal Tribunale fa sobbalzare gli stessi operatori giudiziari.

“Quarant’anni fa, quando ho iniziato l’attività di legale le procedure esecutive immobiliari non superavano le  dieci l’anno”, ricorda l’avvocato Corrado Squadrone, “tant’è che non esisteva nemmeno la cancelleria delle esecuzioni immobiliari. Adesso sono centinaia”

Per Confedilizia, organizzazione che raggruppa i proprietari di case,  si tratta di un fenomeno molto preoccupante.

“Non solo le aste giudiziarie sono aumentate, ma riguardano sempre più i privati cittadini piuttosto che le imprese”, osserva Riccardo Alinovi, referente locale dell’associazione e consulente Unicredit, “è la dimostrazione che con la crisi economica le famiglie non riescono più a pagare le rate dei mutui  e perdono la casa che avevano acquistato con tanti sacrifici. E’ un segnale allarmante che dovrebbe indurre la politica, che finora è stata molto latitante,  a promuovere  una serie di iniziative in favore della costruzione di alloggi popolari. Le amministrazioni comunali che si sono alternate negli ultimi vent’anni alla guida della città si sono preoccupate solo di favorire una massiccia espansione edilizia, ma non hanno messo in atto una politica abitativa che tenesse conto delle famiglie mono-reddito. Spero che il sindaco Francesco Menna e la sua giunta si facciano carico del problema e individuino delle soluzioni per dotare Vasto di un’area Peep, cioè di edilizia pubblica”, conclude il responsabile di Confedilizia.

                  Anna Bontempo  (Il Centro)

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