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Ecco il nuovo calendario di Michele Calvano

E’ stato presentato ieri, presso il salone della Società Operaia, il Calendario “Vasto 2017” di Michele Calvano. Dodici scatti in tutto (più la copertina) che descrivono a pennello la città, il suo mare, il suo territorio nei vari mesi dell’anno. Calvano ha proposto foto inedite realizzate proprio per questo progetto. La manifestazione si è aperta con i saluti del delegato alla Cultura del Comune di Vasto Elio Baccalà, che si è complimentato con il fotografo per l’ottimo lavoro, svolto.

Nicola D’Adamo (NoiVastesi) ha ricordato i successi ottenuti da Calvano nei suoi 50 anni di attività, sottolineando che lui è sempre andato a scoprire scorci nuovi della città, o a fissare su pellicola aspetti inediti del folclore, delle tradizioni o di vita lavorativa della zona. “Lui è stato il primo a fotografare Punta d’Erce”, ha detto D’Adamo. “Ricordo una bella foto con un carro di buoi che scende verso Punta d’Erce. Una foto storica che somiglia ad un quadro dell’Ottocento napoletano”.

Ha fatto seguito l’intervento di Giuseppe Catania che ha commentato foto per foto i 12 mesi dell’anno, sottolineando che sono “foto stupende, studiate con una eccezionale e sapiente carica emotiva”, “di grande espressione cromatica in una esplosione di colori che esaltano la visione della località marina che sembra un autentico merletto”.

L’autore del Calendario Michele Calvano si è soffermato su aspetti tecnici della fotografia e sul lavoro che c’è dietro ogni scatto. “Per me – ha detto – la fotocamera è il mezzo per comunicare la mia visione del mondo, per catturare sensazioni, per creare un coinvolgimento emotivo”. Aggiungendo che “L’arte è emozione. Lo sguardo, diventa, davanti l’obiettivo, istintivamente più profondo, in grado di cogliere aspetti della realtà inconsueti, di creare atmosfere particolare”.

Ha concluso la prof. Daniela Madonna, critico d’arte e anima del Premio Vasto, che nel suo intervento critico ha ripercorso le varie tappe storiche nello sviluppo della fotografia, ha illustrato l’eterno dilemma “la fotografia è una forma d’arte?”, concludendo che il “mezzo” scatta la foto, ma è sempre il fotografo che decide cosa vuole cogliere, come lo vuole cogliere, come l’andrà a ritoccare in Photoshop.

Sull’attività di Michele Calvano e anche di altri fotoamatori venuti dopo di lui – si potrebbe fare questa considerazione: con la loro vasta produzione fotografica promuovono le bellezze del territorio più degli enti pubblici preposti a questo scopo. E lo fanno senza tornaconto personale, anzi quasi sempre rimettendoci dei soldi. Questo loro ruolo oggi è esaltato dai social media, perché le foto o i video immessi in rete vengono poi condivisi e viaggiano in tutto il globo, con una forza di diffusione di gran lunga superiore a qualsiasi campagna pubblicitaria.

Per questo Michele Calvano merita la stima e il ringraziamento della città, e tutto il nostro plauso.

Nicola D’Adamo

servizio fotografico di Massimo Molino

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