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Il nuovo calendario “Vasto 2017” di Michele Calvano, oggi la presentazione

Grande appassionato di fotografia, Calvano ha iniziato oltre 50 anni fa con il bianco e nero per poi seguire negli anni lo sviluppo tecnico e le innovazioni nell’arte fotografica. Ha fatto mostre e fornito foto per svariate pubblicazioni locali per l’Azienda di Soggiorno, Comune, Vastophil, Lunario, e altri, ha stampato cartoline e pubblicato due preziose raccolte. Nel 2002 “Vasto un mare di colori” (Editrice il Nuovo) pregevole volume fotografico che riproduce il magico splendore della Città e del suo territorio; e poi nel 2011 “Antichi mestieri in Abruzzo e Molise” (Il Torcoliere), preziosa testimonianza del nostro recente passato.

Ora Michele Calvano ci offre un altro suo capolavoro scaturito dalla sua macchina fotografica,il “Calendario Vasto 2017”, in una suggestiva carrellata di 12 immagini, una per ciascun mese, corredato da una copertina di grande espressione cromatica in una esplosione di colori che esaltano la visione della località marina che sembra un autentico merletto.

Foto stupende, studiate con una eccezionale e sapiente carica emotiva per rappresentare, mese per mese, immagini della spiaggia in inverno (Gennaio); del Trabocco del Trave sotto la neve (febbraio); della pesca con la Sciabica (marzo) in una atmosfera di magica suggestione e in una ecce-zionale scena di dorata atmosfera; l’ombrellone giallo (aprile) che appare con una prospettiva bene architettata che viene esaltata dal cielo azzurro; Punta Aderci (maggio) con il fiorire dei papaveri tra il verdeggiare del declivio che si spinge fino alla scogliera. Il vecchio rudere (giugno) nel delicato verdeggiante prato e l’azzurro del mare tratteggiato da delicate nubi, il rudere di un vecchio fabbricato richiama alla memoria un tempo passato quando l’uomo era protagonista della terra, e della natura. Trabocco in una notte di luna (luglio) ci appare come una pittura rilucente d’un bagliore che evoca il misterioso arcano del plenilunio che spesso ci porta a sognare con la fantasia. L’attesa (Agosto) nel miraggio della natura ricca di colori su cui si staglia la balza della collina su cui domina la Città in attesa di godere dei privilegi estivi. Quando l’estate va via (settembre) in una visione mesta quasi a rimpiangere la stagione passata, preludio della mesta e desolata dell’autunno. Magica atmosfera (ottobre) in cui l’immagine quasi ci annunzia pittoricamente, l’approssimarsi di tonalità dense di mestizia, presagio di un soffuso cromatismo crepuscolare. Barche a riposo (novembre) in una esplosione di colori che esaltano il retaggio della quiete e il ricordo di una cessata opera quotidiana. Aspettando il Natale (Dicembre): la città tutta assorta in tripudio di colori e di magiche stelle in attesa dell’evento che recherà pace e serenità alla Città per l’avvento del Messia.

Giuseppe Catania

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