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L’Abruzzo costiero puo’ finire sott’acqua

Pescara, Montesilvano, Giulianova, San Salvo, Vasto e tante altre località costiere letteralmente inondate a causa dell’innalzamento del mare innescato dai cambiamenti climatici in atto. Diversi centri dell’Abruzzo, in futuro, rischiano di finire sott’acqua. A lanciare l’allarme il Forum H2O.
Gli scenari ricostruiti da Climate Central, un’organizzazione americana sui cambiamenti climatici, sulla base di rigorose pubblicazioni scientifiche comparse anche anche sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) statunitense, che stanno circolando sui media di tutto il mondo, riguardano anche l’Abruzzo”, afferma Augusto De Sanctis, del Forum Acqua.
“Lo strumento messo a disposizione da Climate Central (http://sealevel.climatecentral.org/) – viene spiegato – consente di comparare e di visualizzare le conseguenze di diversi scenari emissivi o di aumento della temperatura sul livello medio marino e sulle coste. Mette a confronto l’impatto delle scelte di riduzione dei gas clima-alteranti (ad esempio, comparando uno scenario “business as usual” con l’aumento incontrollato delle emissioni con quello di un taglio netto immediato) oppure del livello di aumento della temperatura media globale (ad esempio, confrontando cosa avviene con un aumento di 1,5 gradi rispetto ad un aumento di 4 gradi).
Ricordiamo che la temperatura media globale è già aumentata di 1 grado e a Parigi i governi si sono accordati per un obiettivo di aumento a 2 gradi. Un accordo molto lodato ma che già ora sta mostrando tutti i suoi limiti, tanto che anche l’UNEP, l’Agenzia dell’ONU sull’ambiente, ne ha denunciato le criticità”. 
“L’innalzamento del livello medio marino è già in atto ed è un fenomeno che ha una certa inerzia. In ogni caso i processi sono stati già innescati e le mappe fanno comprendere immediatamente come gli obiettivi di riduzione delle emissioni devono essere assolutamente più ambiziosi per evitare la catastrofe climatica. Con i 2 gradi di aumento “concordati”, come è possibile osservare facilmente nelle mappe, la costa abruzzese diverrebbe invivibile per larghe aree. 
Climate Central – dice De Samctis – evidenzia di non conoscere la velocità della trasformazione, cioè il tempo che intercorrerà tra l’aumento della temperatura e il verificarsi dello scenario perché questo aspetto è ancora oggetto di studi. Ricordiamo però che diversi modelli ci dicono che già entro la fine del secolo ci sarà un innalzamento del mare di diverse decine di centimetri. Se pensiamo che alcune opere pubbliche (strade ecc.) vengono progettate con una vita di 50-100 anni possiamo capire che l’impatto è concreto già da ora. Sull’erosione costiera, ad esempio, bastano pochi centimetri per avere effetti pesantissimi sull’economia. Lo stesso vale per i sistemi fognari delle aree costiere che potrebbero divenire inservibili”.
“E’ l’ennesima conferma – è la conclusione – che le nostre lotte contro la deriva petrolifera sono fondamentali per evitare un disastro irreparabile. Bisogna fermare progetti insensati come quello di Bomba e le altre attività di ricerca di idrocarburi in Adriatico e diminuire drasticamente da subito il consumo di combustibili fossili con politiche adeguate”. 
Abruzzolive
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