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Sono salvi i fondi stanziati per la Via Verde vastese

Sono salvi i fondi stanziati per il tratto vastese della Via Verde. Dopo una serie di contatti avuti con il Ministero dello Sviluppo Economico, l’amministrazione comunale è riuscita a mettere al riparo i due milioni e 200mila euro messi a disposizione a suo tempo dal Patto Trigno-Sinello per la realizzazione di una pista ciclabile lunga sette chilometri che avrebbe attraversato longitudinalmente la riserva naturale di Punta Aderci.

Al posto del percorso – che è stato inglobato nel grande appalto sulla Via Verde aggiudicato dalla Provincia – verranno realizzate opere al servizio dell’importante infrastruttura destinata a proiettare il territorio verso il ciclo-turismo, un settore in continua crescita. Nello specifico la proposta progettuale prevede un ostello per biciclette, un osservatorio astronomico e una serie di percorsi pedonali all’interno del parco costiero. Tutte opere di riqualificazione che ben si sposano con la Via Verde il cui obiettivo è la riqualificazione e la valorizzazione dell’ex tracciato ferroviario in un’ottica di sostenibilità ambientale.

Il progetto esaminato favorevolmente dal Dicastero competente (che tuttavia deve ancora dare l’ok definitivo) è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2017-2019 , un lungo elenco di interventi che la giunta guidata dal sindaco Francesco Menna vuole avviare e portare a termine nel prossimo triennio. Molte di queste opere sono state programmate dalla precedente amministrazione comunale. E’ il caso della pista ciclabile all’interno della riserva di Punta Aderci.

“La somma è ancora nella disponibilità del Comune”, conferma l’assessore all’ambiente, Paola Cianci che sta portando avanti il lavoro avviato dal suo predecessore, Marco Marra,siamo riusciti a non perdere i fondi che abbiamo deciso di utilizzare per alcune opere connesse alla Via Verde. Stiamo andando avanti con questo percorso, tenendo conto anche delle altre problematiche esistenti”. 

Chiaro il riferimento alle due piste ciclabili già realizzate sul territorio, soprattutto a quella relativa al Vallone Lebba, le cui condizioni di degrado sono sotto gli occhi di tutti. Basta farsi un giro da quelle parti per rendersi conto che del percorso (segnalato da un cartello stradale) c’è rimasto ben poco:  la staccionata di legno è stata completamente divelta, parte del tracciato è  invaso dalle canne, mentre il restante sentiero si è trasformato in una strada interpoderale utilizzata dai trattori e dalle auto. Uno spettacolo desolante e tanti soldi spesi inutilmente visto che per realizzarla è stato affrontato un costo di 600mila euro. L’amministrazione comunale sta pensando ad alcuni interventi di riqualificazione,  ma deve fare i conti con le poche risorse finanziarie disponibili. Nel frattempo si lavora ad altre proposte progettuali.

                     Anna Bontempo  (Il Centro)

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