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San Francesco, cassa integrazione per 100 persone

Cento i lavoratori del San Francesco per i quali, dal 1 novembre prossimo, scatterà la cassa integrazione in deroga. La Regione ha tagliato, con il Decreto 108/2016, il Budget per il Biennio 2016/2017 alla Fondazione Padre Alberto Mileno (ed altre strutture della Regione) interrompendo così servizi essenziali.

A darne la notizia Daniele Leone, Venanzio Tilli, Donato Tricase e Camillo De Felice rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil che in una nota spiegano quanto segue. “Questa ulteriore limatura effettuata dal decreto Commissariale a firma del Commissario ad acta Luciano D’Alfonso in aggiunta all’annosa, ed ancora irrisolta, ‘compartecipazione’ getta nel panico le attività della fondazione“.

Gli stessi sindacati sono stati convocati lo scorso 13 ottobre dall’amministrazione della Fondazione, la quale ha loro fornito “il documento riassuntivo del Budget realizzato al mese di ottobre 2016 con la previsione fino al 31 dicembre 2016. Un documento che mette in evidenza i danni provocati dal nuovo taglio previsto dal decreto 108 e come questo vada ad incidere pesantemente -oltre che sulla cassa integrazione per i 100 dipendenti della struttura anche- sulle attività riabilitative residenziali, semiresidenziali e domiciliari”.

I sindacati si sono dunque attivati per chiedere un incontro urgente al Presidente D’Alfonso, all’Assessore Silvio Paolucci, al Direttore Generale dell’ASL Flacco al Direttore del Dipartimento per la Salute Angelo Muraglia e al Sindaco di Vasto Francesco Mennaper tentare di scongiurare il taglio di 500mila euro che andrebbe a penalizzare ulteriormente un territorio già colpito da altri provvedimenti, ad es. la chiusura delle Guardie Mediche. Se non riusciremo a trovare una soluzione equilibrata ed equa sarà proclamato lo stato di agitazione, fino a portare – Terapisti, Infermieri, Operatori, Educatori della Fondazione ‘Padre Alberto Mileno’ insieme agli utenti diversamente abili e alle loro famiglie, davanti all’emiciclo all’Aquila e all’assessorato alla Salute a Pescara”. 

“Al fine di scongiurare il peggio proseguono le Organizzazioni Sindacali– chiediamo al Presidente D’Alfonso l’annullamento del provvedimento riferito alle prestazioni ex art. 26 e di rendere possibile la programmazione già avviata nel biennio 2016/17 dalla Fondazione. L’invito al Presidente e all’assessore alla sanità rivolto è inoltre quello di considerare che le tantissime famiglie, sulle quali pesano quotidianamente gravi problemi sanitari e sociali, con questi tagli si vedranno costretti a tenere i propri cari a domicilio con gravi conseguenze sulla salute degli stessi”.

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