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“A Vasto sarò lo sceriffo del settore urbanistica”

Un breve e cordiale colloquio con il procuratore capo Giampiero Di Florio e il deposito del fascicolo sul piano attuativo di iniziativa privata in località San Nicola. Una mossa inaspettata quella del sindaco Francesco Menna che ieri mattina, accompagnato dall’avvocato Antonello Cerella, ha varcato l’ingresso della Procura per chiedere chiarezza sul progetto approvato nelle scorse settimane dalla giunta  e finito nell’occhio del ciclone per la presenza, tra i tecnici, della madre, l’architetto  Rita De Sanctis.

“Sono venuto ad attenzionare il fascicolo agli organi preposti”, ha esordito il sindaco, “ho preso questa decisione in seguito agli attacchi denigratori che mi sono stati mossi da Angelo Bucciarelli e da altre personalità della politica. Il piano è stato votato dalla giunta  e non da me. Si è trattato della una presa d’atto di un progetto presente negli uffici comunali dal 2007, e che, nel caso in cui non ci fosse stata, avrebbe esposto l’ente ad azioni risarcitorie, estremamente dannose per le casse comunali. Se gli attacchi rivolti alla mia persona sono finalizzati a farmi cedere la delega all’urbanistica, allora dico che la terrò fino a quando decido io. Sarò uno sceriffo in materia, perché sull’urbanistica in questa città sono stati fatti vari scempi. La mia colpa è quella di aver stravinto dapprima le primarie su Maria Amato”, ha aggiunto Menna, “e successivamente le elezioni grazie all’appoggio del mio partito, del centrosinistra, delle liste civiche e dei cittadini vastesi con un autentico volere popolare colmo di affetto e di bene”.

Una mossa inaspettata, dicevamo, anche perché, come ha sottolineato  l’avvocato Cerella, “non si ravvisano condotte penalmente rilevanti. In casi del genere è sufficiente astenersi”, come il sindaco ha fatto. E’ stato lo stesso legale a consigliare a Menna di andare in Procura.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Proprio mentre il primo cittadino era a colloquio con il procuratore capo, Bucciarelli rilanciava.

“Che c’entra la Procura di Vasto col controllo di legittimità di un atto amministrativo?”, incalza l’esponente democratico, “la verità, purtroppo, lo dico con rammarico, è un’altra: il sindaco Menna, con questo atteggiamento, pensa di minacciare i liberi cittadini dal dissentire, quando afferma che si vuole fare sceriffo dell’urbanistica, cioè il solo a potersi occupare di questo importantissimo settore, in quanto privo di interessi. Io non ci sto. Menna farebbe bene a lasciare l’urbanistica ad una persona capace, che abbia ben in mente cosa serve a Vasto, invece di chiedere, inusualmente, pareri di legittimità a organi istituzionali che hanno impegni ben più importanti e gravosi. Ma, soprattutto, lasci l’urbanistica in ossequio all’art 3  del codice etico del Pd, che  impegna a rinunciare ad incarichi o decisioni che abbiano una diretta incidenza, specifica e preferenziale, sul patrimonio personale, del proprio nucleo familiare o dei conviventi, ovvero dei parenti o affini”.

           Anna Bontempo  (Il Centro)

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