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Guardie mediche, pronto l’appello

Da oggi guardie mediche chiuse a Scerni, Cupello e Celenza Sul Trigno. A comunicare la cancellazione del servizio di continuità assistenziale è stata la Asl con una nota del 29 settembre inviata ai sindaci dei comuni interessati. Gli abitanti di Scerni fanno capo a Casalbordino, quelli di Cupello a San Salvo, mentre i residenti  di Celenza Sul Trigno, nell’Alto Vastese,  a Carunchio, affrontando disagi legati agli spostamenti che in alcuni casi sono particolarmente difficoltosi, sia per via dei collegamenti, sia per la neve durante il periodo invernale.

“Nessuno ci ha ascoltato, nessuno ha raccolto le nostre istanze con cui  chiedevamo di attendere quantomeno il potenziamento previsto per poi prendere una decisione”, ricorda il sindaco di Scerni, Alfonso Ottaviano, che guida la protesta, “questa è probabilmente la considerazione rivolta agli amministratori locali ed ai cittadini”.

Il tentativo estremo ora è il Consiglio di Stato a cui i tre comuni del Vastese hanno deciso di rivolgersi dopo che il Tar ha respinto il loro ricorso sul presupposto che “la riduzione delle guardie mediche è corretta, in base al criterio di calcolo utilizzato”. La Asl aveva giustificato la chiusura facendo riferimento agli standard nazionali che prevedono una postazione medica ogni 3.500 abitanti e aveva anche annunciato di aver potenziato la rete di emergenza e urgenza attraverso il raddoppio delle postazioni del 118 e l’acquisto di nuove ambulanze, dotate di attrezzature di avanguardia, come ad esempio, gli elettrocardiografi a bordo per l’immediata diagnosi e il trattamento dell’infarto. I sindaci rilanciano e parlano di “chiusura affrettata” e ricordano che la soppressione delle guardie mediche parte da un decreto del commissario alla sanità dell’Abruzzo nel 2012, successivamente modificato nel 2014.

“Chiederemo alla Asl, ai dirigenti, a chi ha pensato che la vittoria al Tar giustificava il procedimento, di spiegare direttamente ai cittadini in che modo non sono stati penalizzati i territori ed in che modo si continuerà a garantire la dovuta assistenza alle popolazioni”, annotano gli amministratori che ora si accingono a chiedere al Consiglio di Stato l’annullamento del provvedimento di chiusura delle guardie mediche.

Anna Bontempo  (Il Centro)

 

 

 

 

 

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