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Botta e risposta sulla “sceneggiata napoletana”

A seguito del comunicato diramato dalle liste di maggioranza di San Salvo nel quale veniva sottolineato quanto segue “dopo aver raccolto l’ennesima figuraccia per essere riuscito a richiamare in piazza sabato scorso solo quattro gatti. Adesso si dà al teatro, preferendo la sceneggiata napoletana. E sceglie come compagno d’avventura Nicola Sannino”, arriva la risposta del consigliere sannino che in una nota sottolinea come il “centrodestra locale ha offeso il popolo di San Salvo definendo “quattro gatti” coloro che hanno assistito al dibattito pubblico di sabato scorso ed ha offeso i napoletani che da più di cinquant’anni vivono in questa Città, definendo il sottoscritto come partecipe alla “sceneggiata napoletana”, con il chiaro intendo denigratorio verso una creazione artistica, culturale, teatrale e cinematografica e verso una comunità.

L’estensore materiale del comunicato a firma di Forza Italia, Città nuova e Lista popolare -continua Sannino- non conosce la storia di San Salvo altrimenti avrebbe pensato a persone come Clemente Papa (eletto consigliere comunale con la Dc), Salvatore Piacente (eletto consigliere comunale con il Pci) ed Antonio Castaldo (eletto consigliere comunale con il centrodestra). Persone queste che hanno rappresentato la grande comunità laboriosa ed onesta dei napoletani di San Salvo, composta da centinaia di famiglie che si sono integrati ed hanno collaborato per far grande questa città.

Se chi ha scritto il comunicato avesse conosciuto queste persone e le centinaia di famiglie napoletane (di cui mi onoro di far parte), non avrebbe parlato in modo denigratorio di sceneggiata. Potevano essere usate parole come “comiche” o “farsa”, ma evidentemente con quel termine si voleva colpire Sannino e tutta la comunità dei napoletani. A questo punto è il caso che l’estensore chieda scusa per l’ offesa generata o che lo facciano i partiti e le liste firmatarie del comunicato, poiché è evidente che anche il centrodestra rappresenta dei napoletani qui a San Salvo e che costoro vanno rispettati e non offesi, con termini deplorevoli e che mai erano stati adoperati nella lotta politica.

San Salvo ha saputo ospitare napoletani, foggiani, toscani, siciliani e cittadini dell’entroterra, che, insieme, hanno permesso una convivenza civile e serena, anche perché mai sono state usate simili parole dispregiative. Se le usano coloro che hanno responsabilità istituzionali potrebbero iniziare ad usarle anche i cittadini e questo sarebbe un duro colpo alla cultura dell’integrazione ed alla civile convivenza di tutti noi. Nella polemica, i partiti di maggioranza per polemizzare potevano prendersela solo con me che sono in minoranza (ma rappresento comunque i cittadini): perché tirare in ballo una comunità intera?”.

Secca ed immediata è arrivata la risposta delle liste di maggioranza Forza Italia, Città nuova e Lista popolare.

Ci dispiace constatare l’ignoranza (cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto) del consigliere comunale Nicola Sannino, che si accompagna all’aspirante autocandidato sindaco Gabriele Marchese. Occorre che faccia chiarezza prima con se stesso, poi con la lingua italiana e poi con i cittadini di San Salvo. Non avendo argomenti è impegnato seriamente a menar il can per l’aia (continua a parlare di un argomento senza mai arrivare al dunque).

Dicasi quattro gatti quando ci sono poche persone. Le fotografie pubblicate sui siti locali hanno, dimostrato come il numero del pubblico presente all’incontro in piazza di sabato scorso del centrosinistra si poteva contare, esclusi gli oratori, sulle punta di quattro mani.

Ha ragione Sannino, forse non avremmo dovuto prendere in prestito il termine “sceneggiata napoletana” che tanto ha infastidito la sua sensibilità di napoletano doc e di chi va ancora indietro ai luoghi comuni delle prese in giro per le origini dei propri natali. Ma abbiamo provato ad aggiungere altri aggettivi alla parola sceneggiata: sui motori di ricerca non è comparsa nemmeno una volta “sceneggiata milanese” né “sceneggiata calabrese”, né “sceneggiata romana” e neppure “sceneggiata torinese”. Ma solo e soltanto “sceneggiata napoletana” (genere di rappresentazione popolare con canto e recitazione melodrammatica). 

Ha ragione Sannino non si addice né a lui né a Marchese la “sceneggiata napoletana”: stavano recitando persino in malo modo davanti alla telecamera ed è per questo che suona offesa a quella tradizione.

Cosa c’azzecca la creazione artistica, culturale e teatrale di una comunità? Rivedete il filmato e anche il più distratto si accorgerà della scarsa spontaneità e della teatralità da avanspettacolo utilizzata in quella comica farsa che nulla ha a che vedere con la politica e la Città di San Salvo.

Dai Nicola, non prendertela.

Post scriptum: per aiutare Sannino a una migliore comprensione delle parole abbiamo chiesto aiuto (per lui) a Wikipedia”.

 

 

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