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Inchiesta sui rifiuti, alla Pulchra la bonifica delle discariche

Discariche abusive da bonificare?

La giunta corre ai ripari e affida il servizio alla Pulchra, la società partecipata in cui il Comune è socio di maggioranza con il 51% del pacchetto azionario.

L’inchiesta giudiziaria sulla convenzione stipulata dalla ex giunta con l’associazione Baschi azzurri – che conta sedici indagati tra ex amministratori, dirigenti e funzionari –  ha spinto l’attuale esecutivo guidato dal sindaco Francesco Menna ad adottare una delibera con cui inserisce tra le attività svolte dalla Pulchra anche il servizio di prelievo e smaltimento dei rifiuti provenienti dalle discariche abusive disseminate sul territorio.

La spesa preventivata è pari a 11.352 euro per un intervento mensile della durata di sei ore in ciascun sito con l’utilizzo di una squadra formata da due operatori con autocarro per il prelievo dei rifiuti indifferenziati.

In assenza dell’isola ecologica (i cui lavori sono fermi ormai da quasi quattro anni in località San Leonardo), la società partecipata provvederà alla bonifica esclusivamente dei rifiuti catalogabili con il codice  CER 200301 (rifiuti urbani non differenziati), individuando per gli altri impianti finali di smaltimento o di recupero.

Nel provvedimento adottato dalla giunta non si fa alcun riferimento all’inchiesta della Procura, ma è evidente che la notizia relativa alla conclusione delle indagini ha sicuramente influito sulle scelte dell’amministrazione comunale.

Nel frattempo si registrano le prime reazioni, che fanno riferimento alla presenza, tra i sedici indagati, degli attuali assessori comunali Lina Marchesani (già coinvolta nell’inchiesta sulle manifestazioni estive 2013) e Gino Marcello.

“Si devono dimettere”, tuona Riccardo Alinovi, referente cittadino dell’associazione Codici, “e se non saranno loro a prendere l’iniziativa deve essere il sindaco a rimuoverli dall’incarico. E’ l’unico modo per Menna di dimostrare che vuole veramente il cambiamento. Se non dovesse farlo invito la cittadinanza a reagire”, conclude Alinovi.

      Anna Bontempo (Il Centro)

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