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I bus scolastici sono più cari del 15%

Costerà di più mandare i propri figli a scuola. Dopo l’aumento dei libri in alcuni istituti cittadini è la volta dei trasporti pubblici locali. Con una delibera del 31 agosto scorso l’amministrazione comunale ha recepito una recente legge della giunta regionale recante provvedimenti urgenti in materia di trasporto pubblico locale. Con il provvedimento vengono adeguate le tariffe, che subiscono un aumento del 15%. Il nuovo tariffario è entrato in vigore dal primo settembre.

Viaggiare sui pulman della società Tessitore (che in città gestisce il servizio), costerà di più per gli studenti: l’abbonamento scolastico nominativo per l’intera rete, valido dal primo settembre al 30 giugno, passa infatti da 202,40 a 232 euroIn seguito all’adozione del provvedimento restano invariati invece i biglietti giornalieri – che vanno da 1,10 per una corsa a 2,70 per quello ordinario – ma aumentano gli abbonamenti mensili e annualiI rincari vanno da un minimo di 2,60 euro ad un massimo di 4 euro per una linea. Fanno eccezione gli abbonamenti destinati agli “over 65” il cui importo annuo resta di 247,30 euro. “Si tratta di un atto dovuto”, spiega l’assessore Antonio Del Casale, “tutti i comuni hanno dovuto aumentare il prezzo dei biglietti. In caso contrario avrebbero perso i contributi regionali di esercizio”. 

Per le famiglie si traduce, però, in un’ulteriore spesa da affrontare, dopo quella per i libri scolastici. Testi e dizionari continuano ad essere una voce importante del bilancio familiare. Le scuole più costose sono la media Paolucci e il Liceo classico “Pantini Pudente”, secondo uno studio condotto in città da Giovani in Movimento, sodalizio che ha stilato una classifica partendo dalle scuole meno care per finire con quelle più costose. Far frequentare ai propri figli il liceo classico costa 688 euro per l’acquisto di libri e dizionari. La scuola secondaria di primo grado più cara è la media Paolucci dove i costi hanno subìto un incremento spropositato: 479,30 euro per testi scolastici e vocabolari, rispetto ai 380,45 euro dell’anno precedente: il 25,98% in più.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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