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Sospesa dal Tar la chiusura delle guardie mediche; le precisazioni di “Uniti si rinasce”

Chiusura al momento scongiurata per le tre guardie mediche di Celenza, Scerni e Cupello.

Avrebbero svolto il loro servizio fino a domani 31 agosto ed invece il Tar di Pescara ne ha momentaneamente sospeso la chiusura.

Una sospensione in attesa dell’udienza di conferma che si svolgerà il 14 settembre a seguito del ricorso presentato dai sindaci relativi comuni, Walter Di Laudo, Alfonso Ottaviano ed Emanuele Marcovecchio.

Per i tre sindaci la chiusura comporterebbe “un grave disagio sociale e sanitario nelle zone interne dove viene ridotta la continuità assistenziale e per ora non arriva nessuna alternativa oltre a quella di avere punti che servono zone più ampie”.

In merito a tale sospensione, arriva stamane dal gruppo di maggioranza del Comune di Celenza sul Trigno “Uniti si rinasce”, una nota nella quale si evince quanto segue “Il ricorso al Tar deliberato dall’amministrazione Venosini particolarmente incoraggiato dall’allora capogruppo di minoranza Piccoli e dal gruppo stesso,con delibera di C.C. Num.35 del 3.10.2013 che incarica la giunta agli adempimenti in merito, riunitasi 3h dopo nella stessa data, non è mai stato discusso in quanto le condizioni per chiedere la sospensiva erano decadute e le guardie mediche restavano al loro posto fino a nuove disposizioni, le quali, la regione stava valutando, al contrario di quanto affermava Venosini in sede di c.c. Del 05.07.2016 di essere stato interdetto dai dissidi tra l’allora suo vicesindaco e l’avvocato incaricato”.

Inoltre, continua la nota “La sospensiva fino al 14.9.2016 è stata proclamata dal Tar dopo la presentazione del ricorso da parte dell’amministrazione Di Laudo con delibera num.6 del 05.07.2016 (sottolineiamo che questa non è una vittoria). Il ricorso è stato presentato congiuntamente ai comuni di Cupello e Scerni riducendo ad 1/3 il costo dello stesso, a differenza di quello intrapreso da Venosini in maniera solitaria, dispendiosa ( 2172,56€ contro i meno di 1000€ dell’attuale) e certamente meno incisiva sotto ogni aspetto! Questo ricorso coinvolge ed è sostenuto da ben sei comuni e 37 medici! In sede di consiglio comunale Venosini ed il suo gruppo hanno presentato un emendamento per affidare l’incarico ad un altro avvocato anziché quello proposto in delibera che oggi invece ha ottenuto la sospensiva. Sempre in sede di C.C. Del 05.07.2016 Venosini ed i suoi hanno fatto voto di astensione per non condividere l’incarico da affidare all’avvocato proposto sulla delibera, quindi il risultato oggi conseguito non è affatto merito suo e della sua amministrazione ne tantomeno del gruppo di minoranza che oggi guida!”.

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