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Terremoto, una catena umana di solidarietà

Tanta la solidarietà che, da quelle fatidiche 3.36 del 24 agosto, ha visto in molti mettersi in moto per quella che è stata ed è una tragedia immane che ha scosso il centro Italia, che ha scosso l’intero Abruzzo e che rimarrà nella memoria di molti per sempre.

Una catena umana che continua la sua marcia per dare conforto e vicinanza a coloro che in fondo hanno perso tutto. La casa, gli affetti, il lavoro di una vita e lo sconforto per un domani che non vedono più.

C’è chi ha perso un padre, chi una madre, chi entrambi. C’è chi ha perso un fratello, chi una sorella, chi si ritrova solo. C’è chi ha perso un figlio od una figlia, chi li ha persi entrambi. C’è hi ha perso il compagno, la compagna della loro vita. C’è chi, seduto per terra davanti alla loro casa, la guarda e conta i mattoni venuti giù, ripensando al secondo prima della tragedia quando, tra quei mattoni, si sentiva sicuro e protetto.

Ma di fronte a tanta disperazione e alla paura che trapela palese nei loro sguardi, c’è anche un briciolo di speranza nascosta tra quegli occhi e tra quelle lacrime che scendono, per essere ancora lì, per essere ancora qui a sostegno di coloro rimasti. C’è anche un accennato sorriso che si intravede sul loro volto quando, volgendosi intorno, vedono i tanti aiuti, le tante persone, tra militari e volontari che ininterrottamente scavano tra quelle macerie per riportare alla luce quanti più affetti si possano trovare.

Un accennato sorriso anche a tutti coloro che si stanno adoperando affinché giunga loro quanto più necessario per andare avanti. Tendopoli allestite nell’immediato e pasti caldi quotidiani, viveri e vestiti. Un ringraziamento, un abbraccio, una pacca sulla spalla, una mano che si stringe all’altra. Questo è quello che i tanti sfollati rivolgono a tutti coloro che stanno cercando di rendere la loro tragedia un po’ più “leggera”.

Di fronte alla natura che come dà così toglie, riaffora e resta la solidarietà di un popolo unito, di una comunità che si stringe, di una catena umana ai soccorsi e agli aiuti.

Aiuti che vengono da più fronti. Dai Comuni, dalle associazioni, da gruppi di volontari, da privati, da società sportive, dalla Regione, da movimenti politici, dalle devoluzioni in beneficienza per i vari eventi dislocati sul territorio, perché in fondo un aiuto economico è anche ciò che serve per ricostruire una vita ormai andata in frantumi.

Un aiuto pratico sì, ma anche un aiuto psicologico quello che giunge dalla Regione Abruzzo, dove l’assessore al sociale Marinella Scollo, raccogliendo l’invito del presidente dell’Ordine Tancredi Di Iullo, fa sapere che “L’Ordine regionale degli Psicologi ha attivato un primo “gruppo di psicologi per l’emergenza” che sono  a disposizione della Protezione Civile e delle autorità regionali e locali impegnate nell’organizzare i soccorsi, per offrire il loro servizio a favore dei cittadini. Il servizio, –continua l’assessore- rivolto a minori, anziani, adulti, disabili e in generale a chiunque si trovi nella necessità di essere accolto nelle sue istanze emotive in un’ottica di sostegno psicologico e  in un’ottica clinica psicoterapeutica che presterà la propria opera a titolo di volontariato.  Costituita da psicologi che, in occasione del sisma che ha interessato L’Aquila nel 2009, hanno già operato in favore delle popolazioni residenti nei Comuni del cratere, sviluppando in tal modo una buona expertise in materia di accoglienza e contenimento delle emozioni e più in generale nella conoscenza di tecniche di gestione dello stress da evento critico, per coloro che volessero avere informazioni –conclude la Sclocco- possono rivolgere le loro richieste all’indirizzo mail ordpsiabsismacentroitalia@gmail.com “.

Laura Rongoni

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