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Cronaca di una morte annunciata

 

Poiché leggo e sento polemiche da più parti per il fatto che l’Amministrazione comunale ha deciso, per il momento, di non riproporre il Vasto Film Festival, mi sento in dovere di spezzare finalmente una lancia a favore dell’Amministrazione vastese.

Se questo festival, dopo 20 edizioni, non ha ancora trovato una sua identità, anzi è andato spegnendosi di anno in anno, ben si è fatto a non riproporlo per questa estate. Un Vasto Film Festival deve essere, innanzitutto, un festival della città, una manifestazione che metta in campo energie e talenti nostrani, non un Pinco Pallino che venga da fuori a spiegarci, dietro lauta remunerazione, cos’è il cinema d’autore e a proporre film improponibili, che richiamano in sala quattro gatti, magari pure muniti di biglietto omaggio.

Chi, come me, ha assistito alla nascita del Vasto Film Festival, quando si chiamava ancora Adventure Film Festival, sa che già 20 anni fa si parlava di un Ufficio del Cinema che, durante tutto l’anno, avrebbe dovuto programmare il festival fornendo idee, progetti e talenti, coinvolgendo, in primis, le scuole e i giovani del territorio.

Chiaramente dell’Ufficio del Cinema non se ne è mai fatto niente, il festival ha continuato ad arrancare senza identità e, finalmente, ora ha esalato il suo ultimo respiro. Se devo strapparmi i capelli perché quest’anno non si butteranno via inutilmente dei soldi destinati a qualche pseudo esperto di cinema… di certo non lo farò! È arrivato il momento di ripensare questo festival che, nonostante le sue 20 edizioni archiviate, non è mai diventato maggiorenne.

L’anno scorso alcuni miei alunni realizzarono un corto davvero carino: fu promesso loro che sarebbe stato proiettato (senza alcuna spesa per il Comune) in occasione del Vasto Film Festival… chiaramente così non è stato. Peccato per i miei talentuosi alunni e peccato pure per quei tanti giovani vastesi che di talenti ne hanno da vendere e che, finora, sono rimasti a guardare. Meglio lo schermo vuoto che quattro gatti annoiati o fintamente interessati, per di più con esborso di denaro pubblico. Amen!

Paola Cerella

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