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“Pronti a fare lo sciopero della fame”

“La questione è ormai conosciuta a tutti: ritardo nel pagamento degli stipendi dei lavoratori del San Francesco.

Noi, delegati aziendali Cgil della Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto stiamo valutando di compiere un gesto forte quale quello dello sciopero della fame. Sciopero che verrà messo in essere se il manager della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti Pasquale Flacco, il responsabile dell’Economato il Dott. Galassi, la Dott.ssa Di Pietro e l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, vengano meno agli impegni presi lo scorso 14 luglio a Pescara. Impegno volto a firmare, domani 25 luglio, il mandato per noi lavoratori del San Francesco che entro la fine di luglio (non più tardi dei primi di agosto), la Fondazione avrebbe ricevuto i soldi per ottemperare al pagamento di almeno due stipendi arretrati.

Una forma di protesta, quella che metteremo in atto allorquando ciò non dovesse accadere, volta a sollecitare la Asl al pagamento degli stessi.

E’ ormai noto a tutti il problema delle diverse mensilità arretrate, oltre alla 13esima mensilità di dicembre. Insieme a noi delegati, ci sono 300 colleghi e dipendenti che attendono tali retribuzioni.

Ed è per questo motivo che noi della Cgil aziendale pretendiamo che i pagamenti vengano emessi secondo quanto esposto e promesso il 14 luglio dai vertici della Asl e della Regione Abruzzo, entro e non oltre i termini da loro stessi stabiliti.

Credeteci, riceviamo tra i 300 lavoratori presenti, segnalazioni di persone che denunciano di non potersi permettere di acquistare beni di prima necessità, di non riuscire a pagare le bollette di luce, acqua e gas e, cosa ancor più grave, di non riuscire a comperare le medicine per potersi curare.

Per questo le nostre speranze sono rivolte all’impegno assunto durante l’incontro tenutosi a Pescara con quanti hanno sottolineato il loro impegno affinché tale situazione venga risolta.

Se nell’incontro di domani mattina  ciò non dovesse essere ottemperato, valuteremo le modalità per iniziare una protesta forte come lo sciopero della fame. Senza stipendio non è più possibile vivere. Non vorremmo che la disperazione nostra e dei 300 dipendenti, sfoci in un qualche tragico gesto da parte di qualcuno di noi”.

Delegati Cgil

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