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Conservare i cibi d’estate

In estate è fondamentale conservare i cibi nel modo giusto. La gestione casalinga degli alimenti è fondamentale, perché dal momento dell’acquisto la sicurezza alimentare dipende da noi. La conservazione dei cibi in estate impone una particolare attenzione, infatti le temperature più alte espongono sia il cibo cotto che quello crudo ad un deterioramento più facile, infatti col caldo è più facile che all’interno degli alimenti proliferino microrganismi come la salmonella, lo Staphylococcus aureus, il Clostridium botulinum ecc. Fortunatamente il frigorifero ci permette di evitare il consumo di cibo avariato o contaminato, ma come utilizzarlo nel modo giusto? A dare qualche indicazione utile è il Ministero della Salute. La zona a temperatura più elevata (tra i 7° e i 10°C), è destinata alla conservazione di verdura e frutta, infatti temperature più basse potrebbero danneggiarle, spesso non è necessario neanche refrigerarle, agrumi, pomodori, fagiolini, cetrioli e zucchine si conservano meglio a temperatura ambiente.

Sul ripiano a temperatura intermedia (tra i 4° e i 5°C), vanno conservati uova, latte, formaggi, dolci a base di crema e salumi. Latte e panna devono essere rigorosamente consumati entro 2 o 3 giorni dall’apertura. I formaggi devono essere avvolti in un foglio di alluminio o di carta oleata e conservati in contenitori chiusi. I formaggi e i latticini sono tra gli alimenti più delicati da conservare perché sono caratterizzati da una buona componente lipidica e possono irrancidire facilmente, per questo devono essere ben conservati e per un massimo di 4 giorni.

Carne, pesce, molluschi, crostacei devono essere invece conservati nella zona più fredda (tra 0° e 2°C), oggi va molto di moda il sushi giapponese, è importante che il pesce venga eviscerato e lavato perché i visceri rappresentano la parte più a rischio di contaminazione, soprattutto di batteri di origine fecale, va conservato in un contenitore chiuso o avvolto nella pellicola per alimenti e consumato entro 24 ore. Se si vuole consumare il pesce crudo è necessario abbatterlo fino a temperature sotto i 40°C in meno di 24 ore, molto importante per evitare il famigerato anisakis. La carne, invece, deve essere consumata entro 24 ore se macinata, mentre può essere conservata per 48 ore se si tratta di pollo o tacchino o per 3 giorni se si tratta di affettati non confezionati o carne fresca.

Gli alimenti surgelati o congelati devono invece essere conservati nel congelatore fino al loro utilizzo, tra questi è compreso ovviamente anche il gelato che si mantiene a temperature comprese tra i – 15° e i – 18°C. E’ importante che la temperatura del congelatore sia sempre costante perché altrimenti la sua capacità di conservazione viene compromessa. Per lo stesso motivo va evitata la formazione di brina nel frigorifero che deve essere pulito regolarmente con aceto o con acqua e bicarbonato e  non deve essere riempito eccessivamente. In caso contrario, il controllo della temperatura non è assicurato e la conservazione del cibo potrebbe essere compromessa, soprattutto col caldo.

 

Dr.ssa Manuela Di Silvio
Consulente nutrizionale-Farmacista
Nutrizione Consulenza

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