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Le Riserve di Vasto: un laboratorio di ricerca e di ricchezza

Un momento importante e partecipato quello di Sabato 9 aprile. Al Convegno organizzato dalla Cooperativa COGECSTRE e dall’Amministrazione Comunale di Vasto in collaborazione con le Università presso la Pinacoteca di Palazzo D’Avalos,  “Le Riserve di Vasto, un laboratorio di Ricerca”, sono stati esposti i dati riguardanti studi approfonditi delle varie Tesi sul territorio della Riserva. La Prof.ssa Angela Stanisci , la Dott.ssa Maria Carla De Francesco (Università degli Studi del Molise) ed il Prof. Enrico Miccadei (Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti), con cui la coop Cogecstre ha avviato un rapporto di collaborazione attraverso la stipula di una convenzione,  ci hanno guidato nel loro mondo, per molti sconosciuto, senza dubbio affascinante e ricco di spunti per le generazioni future.

Dal  convegno  è  emerso un nuovo aspetto  importante delle nostre Aree protette: esse non sono  solo un luogo di svago, turismo o tempo libero, ma anche territorio di studio e ricerca. Tanti giovani laureati hanno svolto nella Riserva le loro Tesi studiandone i diversi aspetti in base alle discipline di specializzazione. Gli argomenti trattati hanno riguardato: analisi  geomorfologiche, analisi sui rifiuti marini, monitoraggio dell’evoluzione dunale e degli habitat, stato di conservazione dei fondali marini ed infine lo studio sul Valore Ricreativo delle Aree naturali.

Come sostenuto dal Prof. Miccadei:  “le Riserve di Vasto  e d’Abruzzo sono un laboratorio del mare uniche per l’Adriatico”, mentre la  Prof.ssa Angela Stanisci ha parlato delle 3 R: RISERVE  +  RICERCA = RICCHEZZA  COLLETTIVA.

Il messaggio finale del convegno è senz’altro questo: la nostra ricchezza è nel nostro territorio  e nella ricerca. Solo attraverso le future capacità professionali dei nostri giovani potremo far mantenere al nostro Abruzzo il posto che a fatica oggi si è ritagliato nel panorama internazionale.

Il Convegno si è poi chiuso con l’intervento, introdotto da Giuseppe Di Marco, (Presidente Legambiente regionale),  di Dusica Radojcic coordinatrice della coalizione One Adriatic,  l’organismo internazionale che raggruppa decine di associazioni e gruppi ambientalisti italiani, sloveni, croati, montenegrini e albanesi. “Siamo venuti da 5 Paesi diversi che si affacciano sull’Adriatico per supportare la battaglia dei cittadini italiani contro le trivellazioni perché la nostra è una lotta comune in difesa dell’Adriatico. In Croazia siamo già riusciti a ottenere una moratoria generale delle attività di ricerca di petrolio e gas. In questi giorni in Italia stiamo sentendo tante falsità sul fatto che ‘è giusto estrarre petrolio perché in Croazia lo fanno già’. La verità è che in Croazia non esistono piattaforme petrolifere. Ci sono invece 19 piattaforme di estrazione del gas di proprietà dell’Eni e dell’Ina, la compagnia nazionale, le sole ancora interessate anche alle nuove trivellazioni in mare croato. Ci sembra ci sia in atto una campagna di disinformazione contro il referendum, con assurdità quali la notizia del divieto di traffico marittimo e pesca in acque croate a causa di nuovi progetti di trivellazioni, ufficialmente smentita dal nostro Ministero per i trasporti marittimi. Speriamo che il referendum sia un’opportunità per dire basta a queste accuse reciproche e l’inizio di un percorso per un Adriatico libero dalle trivelle”.

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