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Edmondo vuole i soldi dal Comune di Vasto

La società chiede 177mila euro al Comune per alcuni lavori “aggiuntivi” e per ottenerli attiva un procedimento arbitrale. Continuano ad essere oggetto di contenzioso gli ex Palazzi scolastici di corso Italia la cui ristrutturazione, avvenuta nell’ambito di un accordo di programma che risale all’amministrazione di centrodestra guidata dall’ex sindaco Giuseppe Tagliente, è stata oggetto anche di una Commissione d’inchiesta.

A battere cassa è la ditta Edmondo costruzioni (società in liquidazione), che ha chiesto la condanna del Comune al pagamento della somma di 177.571 euro, a titolo di corrispettivo per lavori aggiuntivi eseguiti nell’ambito dell’intervento edilizio per la sistemazione delle ex scuole elementari, nonché della prospiciente porzione di corso Italia.

L’impresa pescarese ha nominato proprio arbitro l’avvocato Nicola Mastrovincenzo, mentre l’amministrazione comunale ha deciso di farsi rappresentare nel contenzioso extra-giudiziale dall’avvocato Fabio Giangiacomo e da un legale dell’ente. Insomma, nonostante siano trascorsi ormai più di 15 anni dalla riconversione dei due edifici scolastici, oggetto di un accordo di programma partorito durante l’amministrazione comunale Tagliente, l’intervento edilizio continua a produrre contenziosi.

La ristrutturazione dei Palazzi è stata anche oggetto di una Commissione d’inchiesta istituita nel 2010 con il compito di verificare se l’operazione edilizia ha comportato vantaggi economici per l’ente o solo per il privato. L’organismo consiliare, presieduto dall’ingegner Michele Notarangelo, all’epoca esponente dell’opposizione consiliare, è giunto alla conclusione che tutti si aspettavano, cioè che l’intervento urbanistico ha comportato notevoli svantaggi per il Comune che si è ritrovato senza l’Auditorium promesso e con una quota del 45% , comprensiva di corridoi e porticati, a fronte della quota del 55% destinata al privato.

Insomma, un cattivo affare, reso ancora più evidente dalle condizioni di degrado degli immobili da cui si staccano periodicamente pezzi di cornicione che mettono a repentaglio l’incolumità dei passanti. Nei locali, che ospitano diversi uffici comunali, non è inusuale trovare cartoni e bacinelle per raccogliere l’acqua piovana. Basta un acquazzone (neanche tanto forte) per creare problemi e disagi nell’atrio del primo e del secondo piano dove si trovano il Comando della polizia municipale, l’urbanistica, il commercio e i lavori pubblici.

Anna Bontempo

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