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L’Associazione “Il Cambiamento” dice no

Il Comune di Cupello intende trasformare l’ex scuola di via Marrucina in alloggi da assegnare a famiglie bisognose. Sul progetto interviene l’Associazione Il Cambiamento con la seguente nota.

La ex-scuola di via Marrucina non trova pace. La triste storia ha inizio con la chiusura e la messa in vendita ma ben presto si scoprì che era solo un trucco contabile. Ecco il trucco. Individuare una proprietà comunale e costruire a tavolino i presupposti di inagibilità della stessa. Farla valutare (sopravvalutare è ancora meglio) e metterla in vendita. Ovviamente, nessuno la compra ma il valore dell’immobile viene immediatamente messo in bilancio come residuo attivo, cioè come soldi che il Comune dovrebbe incassare. E così il gioco è fatto, dalle banche scatta una bella anticipazione di cassa, soldini freschi, ovviamente con tanto di interessi e tutto a danno dei cittadini. Comunque, soldi facili da spendere per farsi amici, organizzare eventi, feste, famose soubrette e promozioni personali. Per dieci anni a Cupello è stata la regola. Stessa sorte per l’ex-Poliambulatorio, per le case di via Istonia e per la Materna di via Mattei. A questo punto la storia si potrebbe dirottare sul Polo Scolastico, perché ovviamente, andava trovata una sistemazione agli alunni sfrattati. E così, gli amministratori dell’epoca trovano giusto l’ampliamento della scuola media di via De Gasperi. E quindi, giù appalti, mutui e debiti che tanto “paga Pantalone”.

Ma restiamo sulla scuola di via Marrucina, quella chiusa “per feste”. È di ieri la notizia che i nuovi amministratori ci “vogliono provare”. Infatti, in tempi di magra ti attacchi a tutto. Se non hai idee, ne mezzi e neppure tanta voglia, come ti ripresenti dagli elettori? Senza nemmeno un simbolo architettonico, senza qualcosa di tangibile su cui costruire la campagna elettorale? Neanche un “monumentino” per i cinque anni di mandato? Dai! E così, cercando cercando, ecco il bando giusto in cui infilarsi. Ma Sindaco, questi sono soldi per case economiche! Non esattamente le “case popolari” ma alloggi per fasce deboli e svantaggiate. Siamo sicuri che la tua cittadina, adesso, abbia bisogno di questo? Siamo proprio sicuri che sia questa la vocazione di un ex-plesso scolastico, in pieno centro, con belle aule, palestra tipo A1, tanto verde e ampi parcheggi? Certo che si, del resto coi selfie non ci vinci le elezioni, quindi, meglio case che niente. Ed allora, forza, tutti a pregare il “santo giusto” che spinga la pratica in Regione e “se son rose..” saranno case a buon mercato.

Ma questa è solo una storia di fantasia. Qual è la realtà? Il bando regionale, con delibera N. 564 del 30 giugno 2015, in cui Marcovecchio ha riversato tutte le proprie speranze, si riferisce ad Housing Sociale, vuol dire alloggi e servizi abitativi a prezzi contenuti destinati a cittadini che non riescono a pagare un affitto o un mutuo sul mercato privato. La situazione di abbandono e di degrado in cui versa il plesso di via Marrucina richiede certamente interventi urgenti. Il Cambiamento ha più volte posto l’allarme e l’attenzione sul destino di questo fabbricato. Infatti, già nel giugno 2015, con le proposte al Bilancio e al Piano delle Opere Pubbliche, un documento liberamente offerto all’Amministrazione Comunale, auspicavamo la valorizzazione e il riuso della ex-scuola elementare “L. Mastronardi” attraverso l’istituzione di un Concorso di Idee, pubblico e aperto, funzionale ad un dibattito approfondito e teso a veicolare Cupello sulla ribalta nazionale. Ugualmente, proponevamo di riconvertire l’ex- palestra scolastica in Auditorium, infatti, questa operazione sarebbe già immediatamente realizzabile con un po’ di pittura, qualche arredo e tanta buona volontà. Invece, niente di tutto questo.

Oggi, Cupello ha bisogno di interventi urgenti, sia di manutenzione ordinaria che di vera e propria ristrutturazione umana. Vogliamo che Cupello si trasformi da civile dormitorio di Vasto in un modello di qualità e di eccellenza? Per fare questo è necessario innestare funzioni e attività nel tessuto urbano, meglio se nel centro storico, che facciano da volano, cioè che generino una spinta propulsiva. La residenza non è una soluzione, peggio ancora se rivolta a fasce deboli e svantaggiate. Un vero binario morto. Piuttosto, chiediamoci perché il centro di Cupello è privo di vita e per giunta completamente tappezzato di cartelli vendesi e affittasi. E poi, chiediamoci perché chi ha potuto studiare e conseguire risultati meritati fugga da Cupello senza voltarsi indietro. E chiediamoci anche perché le associazioni locali, vero cuore pulsante e creativo della nostra comunità, si debbano arrangiare in luoghi di fortuna e poco idonei. Ed infine, chiediamoci pure perché Cupello non risulti mai presente in nessun itinerario che sia esso produttivo, economico, turistico o culturale. Concludendo, la speranza per Cupello è che la riqualificazione dell’ex-scuola elementare non sia un’altra occasione perduta ma un concreto momento di riattivazione e di rilancio

Il Cambiamento

 

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