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Asilo Carlo Della Penna chiuso, l’ordinanza finisce in Procura

Una ordinanza che decreta l’inagibilità della struttura, senza essere supportata da alcuna perizia o verbale di sopralluogo. Ruoterebbe intorno al provvedimento di chiusura, firmato il 10 aprile 2009 dal sindaco Luciano Lapenna, l’inchiesta avviata dalla Procura di Vasto sull’ex asilo Carlo Della Penna.

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza, che in precedenza ha sequestrato gli atti in Municipio, ha sentito, in qualità di persona informata dei fatti, il consigliere comunale Massimo Desiati. Era stato proprio l’esponente della minoranza a presentare l’esposto alla magistratura affinchè venissero accertati sia la correttezza dei provvedimenti adottati, sia la responsabilità dei danni subiti dalla struttura, da anni abbandonata al degrado e in balia dei vandali, nonostante le raccolte di firme e le tante iniziative prese per la riqualificazione della struttura.

Sull’argomento venne anche presentata una interrogazione in cui il gruppo consiliare di “Vasto 2016” muoveva dubbi circa la paventata inagibilità dell’ex asilo Carlo Della Penna. La questione ora è al vaglio della magistratura. L’inchiesta, stando a quanto è trapelato, ruoterebbe intorno alla ordinanza firmata dal sindaco Lapenna il 10 aprile 2009, a quattro giorni di distanza dall’evento sismico con epicentro all’Aquila, che ha interessato anche il territorio del comune di Vasto.

Nel provvedimento si fa riferimento a “delle evidenti lesioni strutturali” che rendono inagibile l’edificio e che sarebbero state verificate durante un sopralluogo da alcuni tecnici comunali.

“Dalla verifica conseguente l’accesso agli atti, è stato possibile verificare la totale assenza di perizie, verbali e rapporti dei vigili del fuoco da cui si potessero evincere le condizioni per una dichiarazione di inagibilità”, ricordano i consiglieri di minoranza, che sono andati a spulciare tra le carte e che, non avendo trovato risposte da parte dell’amministrazione comunale, hanno deciso di presentare un esposto in Procura.

L’indagine, una delle tante avviate in questi ultimi mesi, non sembra preoccupare più di tanto il sindaco Lapenna che, in più di una occasione pubblica, si è detto tranquillo, convinto com’è di aver operato nell’interesse della collettività.

Anna Bontempo

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