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Inceneritori, passa a maggioranza il Decreto. La Regione dice No

L’Abruzzo é di nuovo sotto attacco. Nella conferenza Stato-Regioni, passa infatti a maggioranza il decreto pro-inceneritori. La Regione Abruzzo, rappresentata dal sottosegretario con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, ha confermato il proprio parere negativo sul detto Decreto, insieme al Molise, le Marche, l’Umbria e la Lombardia.
“Abbiamo dissentito dalle valutazioni effettuate dal Governo soprattutto poiché riteniamo non adeguatamente considerate le particolari ed intrinseche condizioni del nostro territorio regionale, sia sotto il profilo geomorfologico che microclimatico, che lo rendono pressoché unico nel panorama nazionale”.
Nella Conferenza Stato-Regioni, ci si è maggiormente soffermati sul discorso dell’individuazione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani creando un’incalzante discussione.
Il sottosegretario Bressa per evitare l’inasprimento degli animi e su invito del presidente Bonaccini, che ha preso si in considerazione il parere favorevole di 15 Regioni, il quale però è condizionato dall’accoglimento delle 15 Regioni stesse, di emendamenti ed osservazioni, ha deciso di rinviare il punto del “decreto inceneritore” ad una Conferenza Straordinaria che si terrà probabilmente il prossimo 29 gennaio.
Gli ambientalisti dal canto loro sono già pronti a far battaglia e nelle parole del Forum Abruzzesi dei Movimento per l’Acqua sottolineano quanto il Decreto attuativo in discussione sia “l’ennesimo frutto avvelenato dello Sblocca Italia, in particolare dell’Art.35 che accentra nelle mani del Ministero il futuro della gestione dei rifiuti. Il “nuovo” Renzi invece propone la “vecchia” ricetta dell’inceneritore salvifico, come se sia una grande idea trasformare i rifiuti in emissioni gassose pericolose per la salute e l’atmosfera e ceneri che a loro volta sono rifiuti pericolosi. Lo è esclusivamente per i grandi affari delle multi-utility, con impianti complessi che una volta costruiti bloccherebbero per decenni la filiera del riciclo perchè dovranno essere ammortizzati i costi di costruzione e moltiplicati gli utili nei bilanci di 4-5 società”.
Al tal riguardo é intervenuto anche Maurizio Acerbo (PRC), della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, ex consigliere regionale e comunale a Pescara, il quale afferma “Il governo Renzi e il Partito democratico sono al servizio della lobby degli inceneritori. E allora, in Abruzzo comincia una nuova battaglia. Quella del governo Renzi è una politica contro i cittadini e l’ambiente. Infatti ha dell’incredibile che il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, del Nuovo centrodestra, sponsorizzi la realizzazione di impianti di incenerimento mentre nel mondo si discute di strategia rifiuti zero”.

Laura Rongoni

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