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Civeta commissariato, no di 5 Comuni

 

 

Cinque comuni danno incarico ad un legale di Firenze per presentare ricorso contro il commissariamento del Civeta, il Consorzio intercomunale che gestisce l’impianto di Valle Cena, ma l’iniziativa viene bollata come “sbagliata e tardiva” da Camillo D’Amico, presidente Copagri Abruzzo ed ex capogruppo provinciale Pd.

Le amministrazioni di San Salvo, Cupello, Villalfonsina, Monteodorisio e Scerni hanno deciso di impugnare la delibera della giunta regionale del 23 novembre 2015 e il decreto presidenziale del 24 novembre 2015,  relativi alla nomina dell’avvocato Lidia Flocco a Commissario ad acta dell’ente consortile “ritenendoli lesivi degli interessi delle comunità amministrate”.

Dall’iniziativa legale si sono dissociati Vasto, Casalbordino e Pollutri.  Le giunte dei cinque comuni che hanno deciso invece di impugnare gli atti della Regione, hanno deliberato di affidare l’ incarico all’avvocato Luca Capecchi di Firenze per presentare ricorso al Tar. Una mossa annunciata nei mesi scorsi proprio dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca che dell’assemblea consortile è stata presidente prima che l’organismo venisse sciolto insieme al consiglio d’amministrazione del Civeta e al Collegio dei revisori dei conti. Il colpo di spugna sugli organi statutari è arrivato proprio con la nomina del Commissario, incarico che il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha conferito ad una giovane professionista originaria di Atessa,  Lidia Flocco, collaboratrice dello studio legale Picozzi-Morigi di Roma. L’avvocatessa si è insediata a fine novembre, decretando la decadenza di tutti gli organi statutari. Circostanza che la maggior parte dei sindaci non ha digerito, ritenendo il commissariamento del Civeta, un “atto illegittimo” che, a loro dire, avrà ripercussioni negative sull’ente consortile.

Non la pensa così l’amministrazione comunale di Vasto.

“E’ una mossa politica ispirata da una precisa area che non vuole mollare le poltrone occupate per tanti anni”, è il caustico commento di Giuseppe Forte, presidente del consiglio comunale, “per giustificare questa scellerata iniziativa ci si appella alla spending review omettendo di dire ai cittadini quali erano gli emolumenti che i componenti del consiglio di amministrazione percepivano e che lo statuto del Consorzio equipara a quelli degli amministratori di Pescara, la città più popolosa d’Abruzzo. La verità è che il Civeta è servito per anni a tacitare consiglieri e comunali recalcitranti, ex pubblici amministratori posti in quiescenza, parenti ed amici di chi tanto chiede alla politica in cambio di una militanza.

Un Commissario, una sola persona, non costerà mai quanto sono costati gli ex amministratori. Si parla di una cifra superiore ai 500 mila euro annui. Ed allora si lasci lavorare in pace l’avvocato Flocco che ha dimostrato dal suo insediamento una profonda preparazione e competenza”, conclude Forte.

Contrario al ricorso anche D’Amico.

“Piuttosto che inoltrare ricorsi inutili e tardivi, i sindaci dovrebbero  fare squadra”, ammonisce l’esponente Pd, “ed adoperarsi per far comprendere al governo regionale l’importante centralità dell’impianto, chiedendo concreti investimenti finanziari non solo per un rilancio competitivo del Civeta, necessario per il

mantenimento dei livelli occupazionali, ma anche per la principale infrastruttura viaria di collegamento, la fondovalle Cena ridotta a poco più che una mulattiera”.

Anna Bontempo

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