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“Non si può vivere prigionieri nella propria casa”

Enza Armando, 49enne di Vasto a cui è stata riconosciuta da tempo un’invalidità al 100%, è da quasi due anni che non può uscire di casa a causa dell’ascensore rotto. Il suo legale, l’avvocato Massimiliano Baccalà, a cui Enza ha deciso di rivolgersi per porre fine a questo suo disagio che si protrae da anni, ha presentato un esposto alla magistratura, preso in carico dal sostituto procuratore Enrica Medori che ha aperto un fascicolo sulla vicenda. A novembre il magistrato ha nominato un perito che si è recato nel condominio in corso Europa dove risiede la disabile per accertare e stabilire di chi siano le responsabilità del mancato funzionamento dell’ascensore. L’edificio in cui la disabile risiede fu costruito negli anni ’70 dall’Ater (l’ente che gestisce le case popolari). Alcuni appartamenti sono di proprietà dell’Ater stesso, altri sono stati acquistati da privati. A detta dell’ente, le quote di loro competenza sono state regolarmente versate.

Da un paio di mesi i problemi della signora Enza si sono riacutizzati e il bisogno di un ascensore che la porti fino a terra ora è di primaria necessità. L’avvocato Baccalà, presa a cuore la vicenda, afferma “Non è giusto che la signora, oltretutto sofferente di gravi patologie, non possa uscire”.

La signora dal canto suo dichiara “È quello che spero con tutto il cuore. Non si può vivere prigionieri nella propria casa. Sono grata all’avvocato Baccalà che ha deciso di aiutarmi e confido tanto nella magistratura. L’apertura di un fascicolo sulla mia vicenda mi fa sentire meno sola”.

Laura Rongoni

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