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Consorzio di Bonifica Sud, ancora grane per il direttore unico

 

 

È durato poco più di tre mesi il mandato di Giampiero Leombroni quale commissario del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto, incarico finito da qualche giorno nelle mani dell’amico Rodolfo Mastrangelo, ma ha certamente lasciato il segno se non altro per alcuni provvedimenti disciplinari che hanno scosso e non poco gli ambienti dell’ente consortile, primi fra tutti le procedure di licenziamento in tronco del direttore unico.

C’è stato molto mistero su tutta la vicenda, ma abbiamo cercato di capirne di più ed a quanto ci risulta sarebbero ben tre i verbali di deliberazione del commissario emessi contro Nicolino Sciartilli tra la metà di novembre e la metà di dicembre.

Il provvedimento durissimo nei confronti del direttore, ufficializzato il 16 novembre scorso con l’esposizione nella bacheca dell’ente consortile della ormai famigerata delibera n. 44, sarebbe stato assunto alla luce di altri provvedimenti disciplinari già adottati come la censura scritta e tre sospensioni, due delle quali sembrano siano state comminate una per la concessione di due moduli di acqua e un’altra per la vendita di un capannone a Torino di Sangro.

A seguire, nel mirino di Leombroni sarebbero finiti alcuni pagamenti avallati dal direttore, uno addirittura risalente al 2011 di oltre 15 mila euro di cui si contesta la illegittimità del rapporto, in quanto manca la delibera di affidamento dell’incarico, e l’assenza di un minimo di evidenza pubblica per quell’incarico che è finito, oltretutto, in capo alla coniuge dello stesso direttore; oppure il pagamento dei progettisti che si sono occupati della progettazione preliminare degli interventi per lo sfruttamento idroelettrico di prelievi idrici dalle centrali di Cupello e Paglieta nonostante che la Regione Abruzzo avesse rigettato le domande di prelievo.

In realtà il commissario non ha potuto procedere al licenziamento tout court, in quanto l’articolo 5 dell’allegato H del Contratto collettivo nazionale dei dirigenti dei Consorzi di Bonifica prevede che di fronte alla decisione del licenziamento in tronco vige l’obbligo di istituire una apposita Commissione che dovrà esprimere un parere sul provvedimento. Essa deve essere composta da tre membri: un rappresentante del Consorzio designato dall’Ente, scelta ricaduta su Antonio Sautti; un rappresentante del dirigente; un terzo membro con funzioni di presidente designato dall’assessorato regionale al Lavoro.

Dunque, vengono così dipanate le ipotesi di una decisione assunta a causa del dissesto finanziario del Consorzio, situazione che Sciartilli ha sempre denunciato, come ha ricordato nei giorni scorsi, addirittura attraverso 13 relazioni con le quali evidenziava, “di volta in volta, l’evoluzione negativa della situazione debitoria dell’Ente…Già con la prima relazione, riscontrava la criticità patologica dell’Ente, costretto ad esposizioni sempre prossime allo scoperto (circa euro 3.000.000,00) e confermava quanto dichiarato dalla struttura speciale di supporto – Controllo Ispettivo Contabile dell’Aquila, che ‘il Consorzio era sostanzialmente in una situazione di dissesto finanziario’”.

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