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Vasto, aperta dal vescovo Forte la Porta Santa nella Cattedrale di San Giuseppe

Tantissimi fedeli in questo primo giorno dell’Anno 2016, dedicato alla Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio e alla XLIX Giornata Mondiale della pace, hanno partecipato alla solenne Apertura della Porta Santa della Concattedrale di San Giuseppe. Alla presenza anche di molte autorità civili e militari (tra cui diversi sindaci venuti dai paesi del comprensorio vastese) e di rappresentanti delle confraternite e delle associazioni, il sacro rito ha avuto inizio sul palco preparato nell’accogliente Piazza Diomede, con il saluto benedicente dell’Arcivescovo Bruno Forte: “La misericordia del Padre, la pace del Signore nostro Gesù Cristo e la comunione dello Spirito siano con tutti voi”. Padre Bruno ha, quindi, spiegato i motivi che hanno indotto Papa Francesco a indire il Giubileo Straordinario della Misericordia, in questo “secolo breve” iniziato nel 1915 e segnato da due guerre mondiali, e a 50 anni dal Concilio Vaticano II, “come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti” ed ha ricordato di aver voluto l’apertura in Diocesi di altre tre porte sante, oltre a quella di Chieti, cioè: a Vasto, a Casalbordino e a Manoppello, per dare una maggiore possibilità ai fedeli di scoprire la profondità della misericordia di Dio.

E’ seguita l’esortazione rivolta dallo stesso Arcivescovo al popolo, nella quale Egli, dopo aver ricordato che “in comunione con la Chiesa universale, lo scorso 13 dicembre abbiamo vissuto a Chieti  la solenne inaugurazione dell’Anno santo per la nostra Chiesa Diocesana, preludio di una più profonda esperienza di grazia e di riconciliazione”, ha aggiunto: “Ora animati dalla fede in Gesù, nostro Salvatore, ci apprestiamo ad aprire la Porta Santa della nostra Chiesa Concattedrale”. E’ stato, poi, compito del diacono Antonio Zinni proclamare il vangelo di S. Luca sul tema della “gioia che vi sarà nel cielo per un solo peccatore che si pente”, al termine della quale Padre Bruno ha tenuto una breve riflessione ritmata su tre punti: c’è una gioia in cielo per chi si converte (“questo è un altro volto della Misericordia di Dio”); c’è una gioia dei peccatori che finalmente sono nell’abbraccio misericordioso del Padre; c’è una gioia dei testimoni che portano il Vangelo della Misericordia tra gli altri fratelli. Il Vescovo ha concluso: “L’apertura della Porta Santa sia per noi la gioia di un nuovo impegno!”.

A questo punto si è data lettura della Bolla di indizione del Giubileo, al termine della quale si è snodata la processione verso la Concattedrale. Qui giunti, il Vescovo ha aperto la Porta Santa, pronunziando le confortanti parole: “E’ questa la porta del Signore: per essa entriamo per rendere misericordia e perdono”.

In Chiesa il Vescovo ha benedetto l’acqua, facendo memoria del Battesimo e aspergendo, poi, se stesso, i concelebranti, i ministri e il popolo. Con il canto del Kyrie è iniziata la Celebrazione Eucaristica.

All’omelia Padre Bruno ha preso lo spunto dal tema della Pace di quest’anno, dettato da Papa Francesco (“Vinci l’indifferenza e conquista la pace”), per offrire una sua incisiva riflessione: Dio non è indifferente, ma è un Dio che ci custodisce e ci guarda con occhi di infinita tenerezza. Ciò significa che Dio ci accompagna come Pastore, fa splendere il suo volto su di noi e ci dà la sua pace. Dio è soprattutto misericordia e il vertice della sua misericordia è Gesù. “Anche noi – ha concluso il Vescovo – dobbiamo vincere l’indifferenza innanzitutto  nei confronti di Dio, perché il tempo del Giubileo è il tempo del nostro ritorno a Lui, qualunque sia la nostra storia e la nostra esperienza. Ma Dio vuole che noi vinciamo la nostra indifferenza anche nei confronti degli altri e in particolare verso i più deboli e sofferenti. Impegniamoci, allora, tutti con gesti di misericordia”.

Prima della Benedizione finale l’Arcivescovo si è recato sul limitare della Porta “Ianua Coeli”, l’ha attraversata e si è inginocchiato dinanzi al Trittico della “Madre della Misericordia”.

Luigi Medea

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