Banner Top
Banner Top

Consiglio comunale: ritirato il punto sul ‘Piano Cervellati’ già approvato in Giunta

Un Consiglio comunale flash, oseremmo dire, rispetto agli ultimi nei quali abbiamo assistito a lunghi ed estenuanti dibattiti, quello che si è tenuto questa mattina nell’Aula consiliare ‘Vennitti’ di Palazzo di Città.

Tra i primi punti in dibattito la mozione sullo Stemma araldico della Città del Vasto che secondo qualcuno dovrebbe essere sì una losanga longobarda quadripartita, ma con il quarto in alto sinistra color oro. L’Assise ha deciso di rimettere la questione nelle mani della Consulta araldica per arrivare a delineare in modo definitivo l’aspetto dello stemma.

Il momento topico della seduta di oggi doveva essere l’approvazione del Piano di recupero del Centro storico (il cosiddetto Piano Cervellati), adottato dal Consiglio comunale con delibera n. 36 del 4 aprile 2011, ma quando il presidente del Consiglio Giuseppe Forte ha richiamato il punto all’Ordine del giorno, il sindaco Luciano Lapenna ha ritirato il punto.

Il primo cittadino ha evidenziato come l’ art. 20 della LR 18/83 che disciplina il “Procedimento di formazione dei Piani Particolareggiati di Iniziativa pubblica” , modificato con la LR n. 49 del 15 ottobre 2012, che inserendo il comma “8 bis”, pone in capo alla Giunta Comunale l’iter di approvazione dei piani particolareggiati: “…omissis …I piani attuativi conformi allo strumento urbanistico generale vigente sono adottati, contro dedotti nelle osservazioni ed approvati dalla Giunta Comunale .. omissis” con le modalità previste dallo stesso precitato articolo 20.

Nello specifico il Comune di Vasto ha chiesto conferma alla Regione della possibilità di non ricorrere alla approvazione del Consiglio, ma solo a quella della Giunta che, di fatto, acquisita l’attestazione del Settore Urbanistica datata 22 dicembre 2015, con la quale si da atto della procedura svolta e della completezza dell’iter e degli atti relativi alla formazione del Piano, ha proceduto all’approvazione, con una votazione unanime in assenza di Marco Marra e di Luigi Marcello, quest’ultimo uscito prima del voto, lo stesso 22 dicembre con delibera n. 442. Un Piano che ha ottenuto l’ok del Genio civile e del Servizio Prevenzione dei rischi di protezione civile della Regione Abruzzo in merito alla microzonazione sismica.

La decisione del ritiro del provvedimento ha scatenato le proteste soprattutto di Etelwardo Sigismondi, capogruppo di Fratelli d’Italia che ha definito tale atto come “una palese violazione di legittimità da parte dell’Amministrazione comunale” accusata anche di “confusione” perché “ci chiama ad approvare il Piano di recupero e poi ci regala la sveltina di Natale”, “un atto di arroganza verso il Consiglio comunale”.

Per Sigismondi l’Amministrazione comunale avrebbe seguito un iter errato nell’approvazione del Piano, in quanto la legge prevederebbe dapprima una Conferenza di Servizi e, poi, l’approvazione e la contestuale adozione da parte del Consiglio secondo un iter che è quello delle varianti al PRG, così come rilevato anche dalla Provincia di Chieti. Inoltre l’esponente del partito di Giorgia Meloni ha evidenziato come i limiti rilevati dal piano non rispondano esattamente a quelli delle intere aree ricomprese nelle cosiddette zone A1 e A2.

Considerazioni alle quali ha replicato l’Arch. Gisella Palombara, dell’ufficio Urbanistica del Comune che ha ricordato come il piano particolareggiato definisce “quello che si può e quello che non si può fare per ogni edificio”. Ha, dunque, rilevato come la questione della Variante al PRG sia stata sollevata dalla Provincia nella Conferenza di Servizi del 2013 in quanto il Piano includeva anche le zone B1 e B2 ora escluse, tanto che da corso Marrucino è arrivato parere positivo al Piano il 5 ottobre scorso. Sui limiti ha evidenziato come essi non debbano necessariamente collimare con quelli delle aree A1 e A2, e come al di fuori dei confini definiti dal Piano, ovvero quelli individuati dai tecnici come confini della città storica, si potrà continuare a fare manutenzione ordinaria e straordinaria.

Insomma, il Piano di recupero del Centro storico alla resa dei fatti è già in vigore e bisognerà farci i conti d’ora in avanti.

Tra i provvedimenti approvati anche una variazione al Regolamento del Commercio in merito alla media distribuzione approvata dalla sola maggioranza che consente di estende l’abbattimento dei volumi anche alle aree complementari di tali attività.

Luigi Spadaccini

  • CameraZOOM-20151229105206551
  • Consiglio comunale_Piano Cervellati_01
  • Consiglio comunale_Piano Cervellati_02
  • Consiglio comunale_Piano Cervellati_03
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.