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Davide D’Alessandro scrive a Matteo Salvini: “in Abruzzo restituisci il Movimento agli abruzzesi”

Era il 13 giugno quando, ovvero un mese dopo la sua adesione al Movimento, quando Davide D’Alessandro, affiancato da Giuseppe Bellachioma e Simone Angelosante, teneva una conferenza stampa nella quale annunciava la sua nomina a referente cittadino del Movimento ‘Noi con Salvini’, affiancando, da quale momento, il logo di NcS a quelli delle altre forze che sostenevano la candidatura a sindaco di Massimo Desiati.

Da allora ha preso il via un percorso politico che ha subito un brusco stop all’indomani della decisione di Matteo Salvini di inviare in Abruzzo un suo emissario, il sen. Paolo Arrigoni, che, a sorpresa, il 18 novembre scorso ha comunicato ai referenti del Movimento in Abruzzo la sospensione di tutte le cariche.

Sospensione, appunto; una decisione che D’Alessandro aveva definito ”un reset ritenuto necessario dopo alcuni mesi dal varo e a pochi mesi da una fondamentale tornata elettorale. Siamo molto fiduciosi”.

Il problema è divenuto grave quando il ‘lumbard’ Arrigoni ha ben chiarito la sua ingerenza sulle decisioni locali anche in materia di alleanze elettorali di fatto togliendo un ruolo a chi si è speso in questi mesi per portare avanti il Movimento in Abruzzo.

Ed ecco allora che D’Alessandro ha deciso di scrivere direttamente a Matteo Salvini, per rivendicare il ruolo che gli abruzzesi devono avere nella propria regione, tanto da minacciare di strappare la tessera che lo lega al Movimento.

Questo il testo della missiva con al quale, in buona sostanza il consigliere comunale vastese chiede il ritorno all’ovile, per dirla con toni eufemistici del sen. Arrigoni.

“Caro Matteo,
ti scrivo dalla terra d’Abruzzo dove, da pochi giorni, il Movimento “Noi con Salvini” ha compiuto un anno di vita. Fino al 18 novembre scorso, in accordo con il Coordinatore regionale, Simone Angelosante (che ha gestito il Movimento con correttezza esemplare e notevole passione politica), abbiamo condiviso tutte le tue battaglie, abbiamo messo le radici in tanti angoli del territorio, abbiamo partecipato ai raduni di Pontida e di Bologna, abbiamo fatto i gazebo, i sit-in, raccolto firme, affisso manifesti, sventolato bandiere, iniziato il tesseramento. A giugno ho avuto persino l’onore di essere nominato, a Vasto, primo Coordinatore cittadino della Regione. Ma dal 19 novembre è cambiato tutto.

Hai inviato un fiduciario senza mai spiegarci perché e mai scelta fu tanto nefasta. Si è presentato per ascoltare e, in realtà, dopo aver sospeso tutte le cariche politiche, sta dettando la linea e operando esclusioni. La prima è toccata a me, reo di aver sposato le Primarie del centrodestra e di alcuni Movimenti civici che vogliono mandare a casa la sinistra dopo dieci anni di incontrastato potere. È stato come aver messo insieme d’incanto la foto di Bologna (tu, Berlusconi e Meloni finalmente insieme), ma al fiduciario non è andata bene. La tua Lega è arrivata fino a San Benedetto del Tronto e mira, con la geniale creazione di “Noi con Salvini”, ad arrivare fino a Trapani.
Siamo con te.

Ma se vuoi prendere i voti fino a Trapani, devi avere rispetto per tutte le regioni, a cominciare dall’Abruzzo. Non puoi parlare di Lega dei popoli, di autonomia, di federalismo, e mandare un fiduciario da Calolziocorte. In Abruzzo abbiamo energie e intelligenze politiche da vendere. Questa terra è stata mortificata negli ultimi vent’anni da una classe dirigente inadeguata. Può darti credito, forse è pronta a darti credito, ma non puoi mortificarla anche tu. C’è chi, e io tra questi, non lo permetterebbe.

Ti invito, dunque, a richiamare in Lombardia il tuo fiduciario e a restituire “Noi con Salvini Abruzzo” agli abruzzesi. Dopo le feste, se il fiduciario di Calolziocorte sarà ancora tra noi, sarò costretto a indire una conferenza stampa, magari a Pescara, e a tagliare la mia tessera per lanciarla in acqua, un po’ come il rito dell’ampolla sul Po. Sarò costretto per rispetto degli abruzzesi. L’Abruzzo non può essere terreno di caccia per alcuno.

L’Abruzzo deve seguire le tue idee, farle affermare, ma facendo la tua politica con gli abruzzesi, votando ed eleggendo gli abruzzesi. Ognuno a casa sua, per usare un tuo felice slogan. Vi vogliamo aiutare a casa vostra. A casa nostra vogliamo pensarci noi.

Certo che leggerai con attenzione queste righe, ti saluto cordialmente e ti aspetto a Vasto dove, a giugno, abbiamo la possibilità di vincere le elezioni. Vuoi vincerle anche tu? O vuoi vincerle soltanto a Calolziocorte?”

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1 Comment

  1. lino marino

    caro @d’alessandro davide perchè non pensi forse che al salvini di noi non gli ne frega una benemerita mazza, sono sorpreso piuttosto dal fatto che uno del sud si metta con una massa di PATANI, BARBARI & PRESUNTUOSI di una unita’ che nessuno di noi veri uomini ha MAI voluto, chiedi a TAGLIENTE cosa vuol dire brigantaggio, o meridionalismo…… non è salvini la nostra salvezza….. SEMPRE VIVA O’ RE

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