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Impasse Parco della Costa teatina, la Costituente alza la voce

Come ormai ben noto la perimetrazione del Parco della Costa teatina disegnata dall’arch. Pino De Dominicis ha scontentato molti tanto da costringere Luciano D’Alfonso a tornare al tavolo delle trattative con gli Enti locali per provare a ridefinirne una nuova, nonostante che da mesi quella del commissario sia stata depositata alla presidenza del Consiglio dei ministri. D’Alfonso spera che non si giunga alla ratifica del progetto De Dominicis per avere qualche chance di far passare quella appena definita nei summit con sindaci e tecnici dei comuni interessati. Tutto ciò, però, ha determinato una situazione d’impasse contro la quale ha deciso di tuonare la Costituente per il Parco Nazionale della Costa Teatina attraverso le parole di Lino Savatorelli, che si rammarica per “la perdurante inadempienza della L 93/01, che istituiva l’area protetta su menzionata”.

“Dopo ben quattordici anni – denuncia Salvatorelli – di bagarre politiche tra sostenitori e oppositori, litigi dentro o fuori le amministrazioni locali (Comuni, Province o Regioni), emendamenti e proposte, infine si giunge, nel 2014, alla nomina di un Commissario ad acta, Arch. De Dominicis, che in breve tempo porta a compimento il suo lavoro di delimitazione dell’area tutelata. Anche questo lavoro viene contestato e il commissario, che di fatto andava a sopperire alla colpevole (o dolosa?) inerzia degli amministratori locali, viene puntualmente delegittimato dai sindaci della costa, i quali affermano inesattezze e irregolarità della perimetrazione; alcuni di essi giungono ad affermare (come se potessero opporsi a norme di legge) di non volere proprio il Parco”.

Per la Costituente, che lamenta come “non si sa dove gli atti ufficiali siano al momento”, la speranza è che essi siano “nelle sedi ministeriali dove attendono solo di essere ratificati e che non si siano invece nuovamente arenati a causa di pretestuosi errori; ci auguriamo che la decisione non si sia incagliata tra gli interessi di pochi palazzinari cementificatori della già martoriata costa che remano contro lo sviluppo turistico, a scapito del bene della collettività”. Le richieste di Salvatorelli sono racchiuse in due auspici: “una rapida definizione del futuro economico, politico e sociale del nostro territorio, per dare opportunità al futuro dei giovani attraverso opportunità lavorative, bellezza dei panorami e occasioni di condivisione e gioia”; “chiarezza e sollecitudine a realizzare ciò che il popolo abruzzese attende, per valorizzare il nostro bel territorio e le genti che vi vivono”.

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