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Castaldi e Smargiassi in un incontro con gli internati della Casa di Lavoro

Nei giorni scorsi il gruppo di Vasto del Movimento 5 Stelle, guidato dal senatore Gianluca Castaldi e dal consigliere regionale Pietro Smargiassi, ha tenuto un incontro con gli internati della Casa di Lavoro, struttura con annessa sezione circondariale, che accoglie persone da avviare ad un percorso di reinserimento sociale. L’intento dichiarato dei pentastellati era “quello di portare un momento di svago a cittadini svantaggiati, che vivono in condizioni di grave disagio sociale”. “Ciò che si percepisce all’istante incontrando queste persone – spiegano gli attivisti in una nota – è un bisogno urgente di raccontarsi e di trovare un ponte verso il mondo esterno. Così ci siamo posti in ascolto, senza pregiudizi e con l’umiltà di chi si accosta per la prima volta ad una condizione così distante dalla nostra quotidianità.

E’ un’esperienza emotivamente intensa, che ci costringe a fare i conti con realtà spesso ignorate. Queste persone, che diventano vittime di un sistema assurdo, sono cittadini consapevoli dei propri doveri, ma anche dei propri diritti, tra cui quello di poter scontare la pena secondo le modalità previste per legge e di poter tornare alla libertà dopo aver saldato i propri debiti con la società. Così si raccontano senza riserve, senza ipocrisie, senza nascondersi dietro inutili scuse. E scopriamo il paradosso che si cela dietro strutture del genere: scontata la giusta pena, questa viene di fatto perpetuata per chi non ha dimora o famiglia che possa accoglierlo e sostenerlo nel riacquistare i suoi diritti”.

Doveri e diritti, dunque, ed ecco allora che il Movimento 5 Stelle torna a porre al centro del mirino le difficoltà della struttura vastese a rappresentare in toto e nel migliore dei modi una vera Casa lavoro. Infatti, dicono: “questi uomini dimenticati dalla società, spesso abbandonati anche dalle loro famiglie, non possono accettare la tragica condizione cui sono relegati e ci parlano con voci tremanti di rabbia e con occhi che cercano comprensione, chiedendo un’illusione a cui aggrapparsi per non cedere alla resa definitiva; uomini che hanno diritto di scontare la pena in una Casa Lavoro, che a Vasto però, per ragioni ancora difficili da comprendere, non è in grado di mettere in funzione le strutture atte ad assicurare il lavoro previsto per legge”.

Ed ecco allora che si torna a ricordare la risoluzione presentata all’Emiciclo da Pietro Smargiassi “per impegnare la Regione Abruzzo a porsi come interlocutore presso il Ministero della Giustizia al fine di giungere ad una rapida soluzione”; e ancora gli interventi in Senato di Gianluca Castaldi che evidenziavano “le criticità che affliggono la struttura ed in particolare la mancanza effettiva di un percorso riabilitativo che reintegri gli internati nella società”. I pentastellati vastesi parlano di come “attività tecnicamente realizzabili come la sartoria, l’orto e alcuni servizi svolti per la pubblica amministrazione, possono rendere giustizia a chi per giustizia è condannato a vivere all’interno di una Casa Lavoro. Non sta a noi criticare le condizioni o l’opportunità di una pena stabilita per legge, ma chiediamo che questa pena venga scontata nel luogo e con le modalità che la stessa legge prevede. Non possiamo restare indifferenti a nessuna ingiustizia, come questa sofferta da cittadini completamente ignorati e abbandonati a se stessi, a cui la nostra Costituzione e la nostra coscienza devono comunque offrire una seconda possibilità”.

 

 

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