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Sevel, primo giorno di sciopero contro il taglio di dieci minuti di pausa

É iniziato ieri  e proseguirà per tutta la settimana lo sciopero indetto dalla Fiom Cgil di Chieti per il taglio di dieci minuti di pausa per coloro che lavorano a turno alla Sevel di Atessa e che riguarda per ora 2500 persone.
“La decisione di indire lo sciopero -come ha spiegato Michele De Palma, responsabile Fiom del settore auto- “é maturato nel corso delle assemblee tenute venerdì con i lavoratori, visto che direzione aziendale e sindacati firmatari il “contratto Fiat” hanno ritenuto di dover procedere senza il coinvolgimento dei lavoratori nella decisione ed escludendo la Fiom dal percorso”.
Tutto ciò é stato ritenuto inaccettabile in uno stabilimento come la Sevel, che nel corso del 2015 ha prodotto 260mila veicoli commerciali leggeri, dato ritenuto record fino ad oggi ed il tutto senza un aumento dei lavoratori, ma ottenuto solo da straordinari comandati e da una conseguente riduzione del Diritto di chi lavora, devastando inoltre la vita di chi stanco ed esausto sostiene questi ritmi lavorativi da troppo tempo ormai.
Al termine della prima giornata di sciopero, é però guerra sui numeri di adesioni, che vengono prima annunciati e poi ribassati. In un primo momento Labbrozzi aveva dichiarato un’adesione del 90%, dato che poi è stato corretto al ribasso da parte del sindacato, comunicando un’astensione al 63%. Labbrozzi ha precisato che il dato iniziale é stato corretto nel momento in cui tutti i reparti sono entrati in turno.
L’azienda però dal canto suo fa notare che l’adesione é stata solo del 9%.
Tralasciando le polemiche sui dati, Labbrozzi fa sapere che “Questo dato elevato ci dà la forza, coraggio e voglia di proseguire verso il cammino della riconquista dei diritti e verso la salvaguardia della dignità di chi lavora e delle famiglie rappresentate dalle lavoratrici e dai lavoratori della Sevel. La Fiom propone un modello di sviluppo alternativo, la fabbrica deve avere innanzitutto un ruolo sociale: non può esserci un padrone che si arricchisce e i lavoratori che soffrono in silenzio ringraziando quotidianamente per la gentile concessione del posto di lavoro. Le percentuali di adesioni di oggi non si vedevano da secoli e saranno lo strumento di riconquista e di contrasto. Da domani proseguiremo con le iniziative di lotta».

Laura Rongoni

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