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Vastese commissariato, D’Amico (Copagri) concorda con Gabriele Marchese

Le dichiarazioni di Gabriele Marchese che ha fortemente condannato nelle ore scorse il commissariamento di tutto il comprensorio vastese trovano il sostegno anche di Camillo D’Amico, presidente di Copagri Abruzzo, che definisce quanto affermato dall’ex primo cittadino di San Salvo “pienamente condivisibile perché siamo un territorio depauperato e commissariato dall’esterno, privo di una rappresentanza politica ed istituzionale adeguata ed autorevole ma pieno di grandi potenzialità. Manca, rispetto a tutto questo, una comune regìa che funga da minimo comun denominatore per ridarci quella forza e dignità perduta. L’elenco dei commissariamenti è abbastanza notorio e lungo”.

Da responsabile regionale di un’organizzazione professionale del  mondo agricolo parescontato che a fare notizia è il commissariamento “in corso nel Consorzio di Bonifica Sud con sede a Vasto dove, in meno di un anno, siamo arrivati al terzo commissario senza che si sia palesata la benché minima volontà di restituire all’Ente un governo democratico frutto del voto dei consorziati, dove i dipendenti non continuano a prendere gli stipendi però si producono assunzioni alquanto dubbie e sospette, nel mentre si è in attesa di capire quale utilità hanno prodotto le tre “consulenze gratuite” tanto vantate come strategiche per il rilancio operativo”.

Per D’Amico, invece, “è stata tardiva quella del consorzio intercomunale per i rifiuti del Civeta dove, era fine novembre 2014, proprio a Cupello nell’ambito di una manifestazione sull’Ambiente promossa dall’associazione “Il Cambiamento”, l’allora assessore Mario Mazzocca, annunciò l’imminente arrivo di un commissario perché doveva governare l’attuazione dell’Agenzia Regionale dei Rifiuti (Agir) che superava l’organizzazione sino ad allora avuta nel settore. Arrivato in ritardo apprendiamo che intenderebbe aumentare il costo di smaltimento dei rifiuti perché le tariffe attuali sono troppo basse rispetto al resto della regione. Onestamente era una cosa che sapevamo tutti perchè è la risultante della scelta saggia e lungimirante di chi ebbe l’intuizione di costituire il consorzio a totale capitale di pubblico per salvaguardare le tasche dei cittadini offrendo al territorio una concreta opportunità di lavoro e sviluppo in un comparto delicato e particolare dove, il rifiuto, da problema è diventato elemento di crescita ed occupazione”.

Sulla vicenda del riassorbimento del Coasiv nell’Arap il rpesidente di Copari Abruzzo non si esprime “per sola carità di patria, la vicenda del Consorzio industriale, della situazione penosa e da terzo mondo della viabilità e dei servizi più essenziali come poste e sanità la cui scadente qualità è evidente e sotto gli occhi di tutti”.

E allora D’Amico si chiede: “A questa situazione c’è rimedio? A mio avviso sì ed è riposta nel più volte tentato coordinamento dei Sindaci ed amministratori locali che debbono fare squadra e comune massa critica al di là delle posizioni e dei partiti o gruppi d’appartenenza. Il coordinamento dovrebbe essere costante, avere una visione generale del territorio in un grande spirito di generosità reciproca allo scopo di parlare un solo linguaggio avendo un’unica visione. La regìa dovrebbe essere decisa da tutti anche con una forma rotazionale allo scopo d’interessare l’intero territorio ed a questa dovrebbe essere delegata all’interlocuzione con i rappresentanti tutti delle istituzioni superiori”.

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