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Il Governo ‘stoppa’ Ombrina con un emendamento

Ecco la sorpresa di fine anno che forse non ti aspettavi, anche se il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, nei giorni scorsi aveva detto in un incontro ad Assomineraria, che per la nostra regione “il mese di dicembre non sarà un mese neutro sul fronte delle trivellazioni petrolifere”.

Infatti, ieri il Governo ha presentato un emendamento alla legge di stabilità che di fatto ripristina i limiti del decreto Prestigiacomo per quel che concerne le attività di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi fossili in mare.
Limiti che verranno, salvo miracoli, riportati a 12 miglia dalla costa il che avrà subito effetti immediati su una delle vicende più controverse e che maggiormente hanno coinvolto l’opinione pubblica abruzzese negli ultimi decenni, ovvero la realizzazione della famigerata Ombrina Mare.

E sì perché il progetto ex Medoligas, ed oggi Rockhopper, ne prevedeva l’installazione all’incirca a 5 miglia dalla costa. L’approvazione dell’emendamento significherebbe scrivere la parola fine all’iter concessorio bloccando l’impianto, un esito che, dopo il parere positivo della Conferenza di servizi tenuta al Mise il 9 novembre scorso, sembrava davvero un miraggio con buona pace di coloro che avevano alzato la voce prima a Pescara e poi a Lanciano.

“A volte abbiamo ricevuto anche insulti – ha dichiarato il segretario cittadino del Pd Antonio Del Casale, che ha evidenziato come quello odierno sia il risultato del lavoro di Luciano D’Alfonso – ci hanno additato come il partito dei petrolieri. Certo non i cittadini che conoscono il nostro percorso, ma alcune forze politiche e movimenti che cercano di avvalersi di queste mezzi a fini elettorali”.

“Il Partito Democratico – aggiunge Del Casale – è stato il partito che ha voluto il parco ed è sempre stato contrario a questo insediamento. Ora dopo diverse battaglie siamo riusciti a vedere soddisfatta la nostra richiesta di impegno da parte del governo e siamo molto soddisfatti perché crediamo che il nostro sviluppo non possa passare attraverso il petrolio”. “Gli impegni assunti in campagna elettorale – chiosa il giovane segretario – sono stati mantenuti”.

Intanto D’Alfonso renderà pubblici quest’oggi carte, documenti e video su tutta la vicenda per quella che ha definito “operazione verità”, ma intanto ha voluto ricordare che “tutto è partito dalla iniziativa referendaria decisa il 24 luglio a Termoli con i presidenti delle Regioni Marche, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, anch’esse minacciate da progetti di escavazione petrolifera, e della comunione di intenti cristallizzata nella cosiddetta Carta di Termoli, poi approvata dalla Conferenza delle Regioni del 20 ottobre”.

“Ora raccogliamo i frutti di quell’intesa – dice il governatore dell’Abruzzo – anche grazie all’attenzione riservataci dal Governo”.

Luigi Spadaccini

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