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Caso Cotir, Smargiassi (M5S) “la Regione raccoglie il frutto delle promesse mancate”

La situazione drammatica che si sta vivendo nei centri di ricerca abruzzesi trova la sua espressione più dura e preoccupante proprio nel Cotir di Torre Sinello a Vasto, dove i dipendenti non prendono lo stipendio da ben 22 mesi e dove, da questa mattina un lavoratore ha iniziato uno sciopero della fame per cercare una forma di protesta che possa smuovere le coscienze soprattutto dei politici.

E non poteva essere che molto duro l’affondo del consigliere regionale Pietro Smargiassi (M5S) che ha messo nel suo mirino l’inefficienza del fondo di rotazione e i ritardi del processo di unificazione dei centri nell’unico regionale.
“Oggi la Regione raccoglie il frutto delle promesse mancate riguardo la situazione del Cotir – dice Smargiassi – un frutto amaro il cui succo è il dramma dei lavoratori del centro che da questa mattina stanno protestando presso la sede”.

“Una protesta che deve farci riflettere – aggiunge il rappresentate del Movimento 5 Stelle all’Emiciclo – visto che alla base c’è il mancato percepimento di 22 mensilità che pesano come un macigno sui bilanci delle famiglie dei dipendenti!!! Queste persone si chiedono che fine abbia fatto il fondo di rotazione, istituito per garantire le spese per i progetti di ricerca, le cui somme erano attese per lo scorso novembre….è la domanda che mi faccio anche io insieme a quella riguardo lo status di quel piano di riordino che avrebbe dovuto garantire i livelli occupazionali del Cotir e che ad oggi si staglia come l’ennesimo esempio dell’incapacità decisionale che attanaglia questo governo regionale”.

Perplessità che sono quelle di molti e soprattutto dei lavoratori ormai ridotti allo stremo delle forze. Intanto, però, “restiamo in fiduciosa attesa del bilancio previsionale del 2016 – chiosa Smargiassi – certi di trovare una cifra interessante sul capitolo “centri di ricerca” e non un sonoro zero come fu nel 2015”.

E già, perché come afferma il penstellato vastese “nulla è cambiato dall’ultima volta che i dipendenti del Cotir protestarono per i loro diritti. Quelle stesse persone che oggi manifestano la loro esasperazione sul tetto della sede di Vasto perché da troppo tempo attendono risposte concrete sul Cotir, ma soprattutto certezze sul proprio futuro”.

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