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“Padri e figlie. Memorie di casa Croce”: omaggio a Elena Croce nel centenario della nascita

“Camminare….Camminare….Camminare”: atteggiamento esistenziale che Elena Croce, primogenita del filosofo e storico abruzzese Benedetto Croce, ha avuto per tutta la sua vita. Il dramma narrativo Padri e figlie.Memorie da casa Croce, ideato e interpretato dal professor Gianni Rodini, docente di Storia e Filosofia presso il liceo Classico Lucio Valerio Pudente di Vasto, ha ben evidenziato tale sua caratteristica. Lo spettacolo, si è tenuto alle ore 15.30 di ieri, nell’auditorium del liceo  Artistico di Vasto. Più che spettacolo, il dramma narrativo “Padri e figlie”, vuole essere “un momento memorialistico nel centenario della nascita di Elena Croce (nata a Napoli il 3 febbraio 1915)”, come si legge in una nota. Al cospetto di un numeroso pubblico di alunni,ex-alunni, professori e altre personalità del vastese e non, tra cui la scrittrice Benedetta Adele Craveri, figlia di Elena Croce, la narrazione scenica ha introdotto lo spettatore in casa Croce. La presa di contatto con la realtà domestica di quest’illustre famiglia italiana è avvenuta attraverso i ricordi della stessa Elena, che sono stati inseriti nella recitazione del dramma. Un’entrata in punta di piedi grazie agli stralci tratti dai due volumi L’infanzia dorata Ricordi familiari, quest’ultimo incentrato sulla figura di Don Benedetto. Come da intenzione dell’autore, il dramma narrativo dal sapore brechtiano è diventato anche un momento memorialistico, grazie allo spazio scenico, che si prestava perfettamente a fare da cornice alla narrazione drammatica: oltre ai molti oggetti simbolici, era presente una piccola mostra documentaria con rarità appartenenti alla famiglia Croce e autografi che “hanno come sfondo il rapporto di profonda amicizia con Alessandro Casati, Fausto Nicolini, Raffaele Mattioli, Beniamino Rosati e Marco Pannella”.

L’infanzia della primogenita Elena, infatti, era ricordata da alcuni oggetti presenti sulla scena quali un antico gioco di Pinocchio, un pianoforte, una maschera di Pulcinella, mentre due fotografie di Elena adulta, una mantella e vari libri, offrivano allo spettatore tracce per ricostruire il percorso esistenziale e professionale di Elena giovane donna e adulta. Bambina in apparenza serena, ma piena d’insicurezze e paure di mancata accettazione da parte dei coetanei, da adulta si scontra con le durezze del mondo e combatte contro i “mulini a vento” dell’ipocrisia e del “ben pensare” di una certa aristocrazia e borghesia del suo tempo. Il carattere forte e i tanti insegnamenti ricevuti dal padre Benedetto, come anche le sue precoci letture, alcune paternamente indirizzate, la spingono a continuare a lottare per le sue grandi battaglie, prima tra tutte quella ecologica:  merito dell’attivismo di Elena Croce sono la nascita di realtà italiane a difesa delle bellezze d’Italia quali la fondazione Italia Nostra e il FAI. Accanto all’ecologia, la primogenita di Croce ha sempre esercitato la sua attività di “letterata a tutto tondo”, prima traducendo opere letterarie straniere, poi divenendo “scrittrice”(in quest’attività incoraggiata dal padre) di opere critiche e memorialistiche di livello altissimo. Il dramma “Padri e figlie” ha fatto conoscere ai presenti la straordinaria statura morale di questa donna, figlia di un famoso intellettuale, la quale, come poche figlie dei “Grandi”,è stata capace di conquistarsi un suo posto nel mondo.

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