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Assemblea del PD, sì alle primarie di coalizione. PSI: noi avremo un candidato

E’ stata un’assemblea pubblica, quella tenuta dal Partito Democratico questa mattina nella sala conferenze del Gulliver Center dell’Incoronata, che ha detto e non ha detto pur tra tante parole e tanti interventi.

Innanzitutto ha detto che le primarie si faranno, presumibilmente il 20 marzo in concomitanza con una sorta di election day nazionale, e saranno di coalizione, come desumibile dalla stragrande maggioranza degli interventi. Eccezione autorevole quella di Domenico Molino, da alcuni ritenuto sulla rampa di lancio per la corsa alle primarie, secondo cui queste dovrebbero essere fatte all’interno del solo Pd che ”in quanto partito di maggioranza relativa deve arrogarsi il diritto di esprimere il candidato che dovrà essere uno per evitare una inutile lotta al massacro. Egli dovrà portare avanti la linea politica del Pd che deve essere alla base del progetto politico della coalizione”. Sulla stessa linea d’onda Annamargareth Ciccotosto, del direttivo dem.

Anche l’ex primo cittadino di Cupello Angelo Pollutri ha messo in dubbio lo strumento di selezione del candidato sindaco. “Non basta più fare un elenco di quanto fatto per essere vincenti, ma dobbiamo metterci in discussione con una capacità di ascolto – ha detto – La città chiede oltre. Una partita elettorale è fatta di tante cose” ed allora perché non “mettere in campo una soluzione credibile e inclusiva evitando una sceneggiata come quella delle primarie?” Insomma, per Pollutri si potrebbe anche trovare un candidato che sappia superare il concetto delle primarie.

In sala di pezzi di coalizione ce n’erano tanti, dall’intero blocco di ‘Vastoviva’ al PSI, da Sel a Giustizia sociale e finanche Abruzzo Civico. Ed allora il segretario cittadino Antonio Del Casale non poteva che rivolgersi al suo partito chiedendo unità e responsabilità. “Non possiamo andare divisi e in ordine sparso il che significherebbe far vincere gli altri – ha detto con forza – La parola chiave è unità non di facciata, ci sono divergenze politiche e personali ma tutte devono trovare un fine che è anche quello di portare avanti un programma”.

Ma con chi? Il giovane segretario è stato chiaro: “bisogna partire da quella che è la coalizione che abbiamo su scala cittadina e su scala regionale, dove comunque ci sono stati momenti in cui ci siamo divisi ma mai frantumati. Guardo con favore a chi si ritrova in collocazione diversa se si ritroveranno nei nostri programmi”.

Una coalizione che comunque vedrà l’adesione di Luigi Marcello (“tutto quello che abbiamo fatto ce lo siamo saputi vendere poco – ha detto – le prossime elezioni le vedo molti difficili e pericolose, ma abbiamo tutte le possibilità per raggiungere un traguardo ambizioso se noi sappiamo fare squadra e sappiamo ricreare una squadra con tutte le forze del centrosinistra. Io sono disponibile alle primarie di coalizione, una disponibilità a 360 gradi”) e di Abruzzo Civico, presente con il presidente della V commissione in Regione Mario Olivieri. “Il candidato dobbiamo sceglierlo noi in città e non deve essere proiettato dall’alto”, ha detto il veterinario, che ha aggiunto, alla presenza anche di un altro papabile alle primarie, Edmondo Laudazi, “Staremo insieme nelle prossime consultazioni elettorali. Dobbiamo parlare con la gente e non arroccarci sul partito e sull’antico. Siamo qui e a disposizione, ma attendiamo talora una sorta di considerazione. Siamo una forza di coalizione di centrosinistra ma cerchiamo di fare tutti un bagno di umiltà”

Già, le primarie: Del Casale ha anticipato come a breve si insedierà un comitato organizzatore, formato da 15 – 25 componenti, che dovrà dettare le regole, il regolamento e anche il codice etico delle primarie, con il vincolo, per quanto riguarda i democratici, dell’art 18 dello Statuto che obbliga eventuali pretendenti ad avere il sostegno di almeno il 35 per cento degli iscritti, il che lascia aperto lo spazio al massimo a tre candidature.

Come individuare un eventuale candidato, quali caratteristiche deve avere? Per Fabio Giangiacomo “deve essere il direttivo a delineare almeno un profilo del futuro candidato” e dobbiamo valutare attentamente se “deve garantire e rappresentare continuità all’attuale amministrazione oppure no”. Comunque le primarie non possono prescindere dai “principi di lealtà tra tutte le forze politiche, un minimo di programma condiviso con le altre forze, un codice etico per le primarie e per l’attività amministrativa”.

A dettare sommariamente le prerogative che devono appartenere a un eventuale candidato in quota dem ci ha pensato Maria Amato, il parlamentare vastese che vanta il 97 per cento di presenza nell’aula di Montecitorio. E lo ha fatto parlando di se stessa e di principi quali “il genere, la competenza nella e l’appartenenza”. Per la Amato “le primarie possono rappresentare il tempo e il modo per aprire un dialogo con la città”, parole dette prima di parlare di quella che era ed è la visione della città secondo quanto maturato nel confronto interno a Vastoviva di cui è componente, quello che ha definito “il nostro sogno”.

Se Del Casale ha snocciolato alcuni punti nodali su cui fondare la prossima campagna elettorale, a cominciare dalla variante alla Statale 16 all’ultimo miglio ferroviario nel porto, dalla riqualificazione della vecchia stazione alla questione ospedale “sulla quale chiederò chiarezza prima della campagna”, Francesco Menna ha individuato alcuni punti nodali dei prossimi mesi quali il richiamo all’unità del partito, il rapporto con i compagni gli amici e i colleghi della coalizione che hanno dato un grandissimo contributo all’azione amministrativa, l’importanza di arrivare a individuare la candidatura sindacale con primarie partecipate e di coalizione, la costruzione di nuove generazioni che facciano un salto dalla militanza politica alla rappresentanza politica.

Ed allora in un mare di parole dette cosa è mancato: sono mancati i nomi, ovvero l’ufficializzazione di eventuali pretendenti alla corsa alle primarie in quota Partito Democratico; ed è mancata la voce di una parte importante del Pd, ovvero quella dei ‘fortiani’ (Forte, Tiberio, Marchesani, tutti presenti) che non si sono presentati dinanzi ai microfoni.

A smuovere le acque, però, ci ha pensato Luigi Rampa, segretario cittadino del PSI, che ha annunciato che il suo partito avrà un candidato sul cui nome già è partita la caccia. Secondo indiscrezioni raccolte in questi giorni sembrerebbe che l’assessore Luigi Masciulli non sia interessato alle primarie e che addirittura il capogruppo in Consiglio comunale, Gabriele Barisano, stia valutando di disertare le prossime comunali. Chissà allora che magari il nome non sia quello di Michele Lalla, ispettore della Asl già candidato alle ultime regionali.

“Non possiamo fare anticipazioni”, ha detto la coordinatrice vastese di Sel Anna Suriani, anche se in molti pensano a una candidatura di Paola Cianci, “ma dobbiamo attendere le vostre decisioni”. “In questi 10 anni ha contato molto il programma – ha detto ancora il medico – e il sindaco non lo ha mai abbandonato. Non abbiamo inseguito una gestione ragionieristica dell’ente, ma tutti insieme ci siamo fatti parte attiva per dare risposta alla città. Ringrazio Luciano per essere stato garante del programma ed è questo il segno che vorremmo avere anche per il futuro”.

“E’ il mondo produttivo, del lavoro e delle associazioni che chiede al centrosinistra di continuare ad amministrare questa città e questo territorio – ha detto, invece, Luciano Lapenna – ci sono le competenze di chi possa dare le risposte serie e non urlate a chi necessita di averle”. “Ben venga il percorso che si è individuato – ha chiosato il primo cittadino – e ben venga il convolgimento di tutti. Ognuno si deve sentire disponibile a rendere credibile una o piu’ candidature. Una disponibilità che deve essere personale nella candidatura propria e nella ricerca di candidature”.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

 

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