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La pista ciclabile è una mulattiera, indaga la Corte dei Conti

È costata seicentomila euro, ma da anni è in completo abbandono. Più che un percorso per le bici sembra una mulattiera la pista ciclabile di Vallone Lebba, realizzata nel 2010 con i fondi del patto Trigno-Sinello. Dopo segnalazioni, proteste, interrogazioni e denunce di “sperpero di denaro pubblico” è arrivata l’inchiesta della Corte dei Conti. La magistratura contabile, che  si muove quando c’è il sospetto di un danno erariale, ha chiesto informazioni al Comune. I soldi pubblici sono stati spesi in maniera corretta? E se così fosse perché la pista è da anni nel più totale degrado?È stato speso in maniera corretta il denaro pubblico?

A queste domande è chiamata a rispondere l’indagine della Corte dei conti che, non si sa ancora se si è mossa di sua iniziativa o se ha ricevuto qualche segnalazione. Certo è che in questi anni  della pista ciclabile di Vallone Lebba si è parlato tanto. Alle lamentele dei ciclisti, che hanno evidenziato situazioni di evidente pericolo come le staccionate rotte, le  erbacce e le crepe nell’asfalto ceduto in vari punti, si sono aggiunte le proteste delle minoranze consiliari. Tra quelli che hanno fatto le pulci all’amministrazione comunale sui soldi spesi per il percorso, c’è Davide D’Alessandro che a suo tempo elencò tutte le voci di costo: 365 mila euro per la realizzazione della pista, 57mila euro per gli onorari dei professionisti, 5mila euro per i tecnici comunali, 20mila euro per il Totem e il Touch screen e circa 137mila euro per la cosiddetta cartellonistica, tra cui un video di 37mila euro. Un monumento allo sperpero di denaro pubblico per quanti, ciclisti o semplici pedoni, si avventurano da quelle parti. Finanziata dal Patto Trigno-Sinello con fondi per la “creazione , adeguamento e potenziamento delle strutture per lo sport e il tempo libero”, la pista venne realizzata nel 2010 dall’impresa Colanzi snc di Casoli, che si aggiudicò l’appalto. L’ufficio urbanistico ha attestato la regolare esecuzione dei lavori, sta di fatto però che quella pista è impercorribile  a causa delle condizioni del tracciato disseminato di buche ed insidie, non si sa se per mancanza di manutenzione o per una non corretta esecuzione delle opere.

Anna Bontempo

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